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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: quota 100,prestito fermi eppure nuove leggi confermano benefici categorie

La questione della riforma pensioni continua a caratterizzarsi per immobilismo e eccesiva frammentazione nei trattamenti del personale.




La riforma pensioni Renzi è sempre al centro di novità, anche se non ancora nel segno di quel cambiamento incisivo della legge Fornero invocato da tempo. Le ultime notizie raccontano come ci siano alcune categorie di lavoratori, come gli autoferrotranvieri, che possono godere di condizioni agevolate per il congedo. Grazie al gioco delle finestre mobili, già da quest'anno gli uomini possono ritirarsi a 61 anni e 3 mesi di età e le donne a 58 anni e 9 mesi di età con 20 anni di contributi. Tuttavia dal 2016 anche per loro sarà in vigore lo spostamento di 4 mesi della data di ingresso alla pensione, così come per il personale del comparto difesa e sicurezza e per gli ex-Enpals.

Nel settore pubblico è passato anche un emendamento che mette dei limiti al precariato degli statali. Legato al discorso del precariato è anche il riconoscimento di punteggi nei concorsi per chi ha maturato esperienze nella pubblica amministrazione con la richiesta di estendere la soglia massima del 50% per le riserve anche nei bandi relativi agli enti locali. A tale proposito è prevista la creazione di un sistema informativo nazionale per orientare la programmazione delle assunzioni. Il tutto sotto il controllo del ministero della Funzione Pubblica supportato dall'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni che così acquisirebbe anche un nuovo ruolo. Non è escluso inoltre che si torni a parlare di staffetta generazionale: part time per i lavoratori più anziani e apprendistato per le nuove leve.

In questo contesto di assenza di copertura economica per fare una vera riforma delle pensioni, le attenzioni sono puntate sulla giornata di domani venerdì 10 aprile 2015, quando il governo presenterà il Def completo, con il quadro delle entrate e delle uscite. Dalla credibilità del progetto che presenterà il governo dipende direttamente la misura della flessibilità che l'Italia otterrà in sede europea. Renzi punta a margini per spendere 8 miliardi di euro in più. Non è stato quantificato, su richiesta della Ragioneria dello Stato, l'incremento delle entrate che si registrerà con il rientro dei capitali dall'estero: troppo difficile fare previsioni precise. Ma ogni piccola differenza potrà rivelarsi decisiva per il cambiamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il