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Spesometro 2015: proroga o cancellazione sanzioni per ritardi richiesta. Si spera in circolare ufficiale oggi Agenzia Entrate

Attesa comunicazione ufficiale dall’Agenzia delle Entrate su proroga presentazione domani spesometro o novità sanzioni: quali quelle previste in caso di ritardi e revvedimento




Domani, venerdì 10 aprile, scade il primo termine di presentazione dello spesometro 2015 per i contribuenti che liquidano l’Iva mensilmente. Altri due i termini fissati, quello del 22 aprile per i contribuenti che liquidano trimestralmente l’Iva, e quello del 30 aprile per gli operatori finanziari che devono comunicare gli acquisti superiori a 3.600 euro pagati con bancomat o carte di credito. L'Agenzia delle Entrate ha comunicato che sono esonerate dall’invio le P.A. e i commercianti al dettaglio e i tour operator per le fatture sotto i 3mila euro al netto dell'Iva.

L’attesa è per una nuova comunicazione ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate su un’eventuale approvazione della proroga richiesta da Consulenti del Lavoro e professionisti abilitati sulla scadenza di domani, considerando che il nuovo software per la compilazione del modello è stato reso disponibile solo lo scorso 4 aprile lasciando così poco tempo ai professionisti di rispondere a tutte le richieste dei contribuenti, o l’annullamento di multe e sanzioni in caso di ritardo.

Il ritardo della presentazione dello spesometro 2015 prevede, infatti, una sanzione amministrativa,  comune per tutti che va da un minimo di euro 258,23 a euro 2065,83. Scaduto il termine di presentazione si può presentare una comunicazione integrativa o rettificativa versando una sanzione diversa a seconda del ritardo nell'adempimento.

Ed è previsto anche il ravvedimento: dal ravvedimento breve, che scatta dal 14esimo giorno fino a 30 giorni successivi alla scadenza, con la sanzione ridotta a 1/10 del minimo; al ravvedimento lungo, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione, con una sanzione ridotta a 1/8 del minimo; e, dal primo gennaio 2015, è possibile anche ricorrere al ravvedimento entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione o dall'omissione, con una sanzione ridotta a 1/9 del minimo; al ravvedimento biennale, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è commessa la violazione, o entro due anni dall'omissione/errore, con una sanzione ridotta a 1/7 del minimo;

Previsto anche il ravvedimento ultrabiennale, oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è commessa la violazione, o oltre due anni dall'omissione/errore, con una sanzione ridotta a 1/6 del minimo; e quello a seguito della consegna del Processo verbale di constatazione (PVC), con una sanzione pari a 1/5 del minimo. La sanzione deve essere versata contestualmente alla presentazione della dichiarazione  utilizzando il modello F24 e il codice tributo 8911.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il