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Pensioni anzianità, donne, precoci,usuranti Governo Renzi: riforma, novità confermati da Guardia Finanza bontà interventi negativi

Il Rapporto annuale della Guardia di Finanza ha svelato le tante truffe al sistema previdenziale italiano. Necessaria la riforma pensioni.




Novità e ultime notizie sulla riforma pensioni Renzi arrivano in maniera indiretta dal Rapporto annuale della Guardia di Finanza sull'attività svolta nel 2014. I numeri sono drammatici e la conclusione è presto detta: troppi italiani provano a fare i furbi in tutti i comparti, pensioni comprese. Nei soli 12 mesi dello scorso anno sono stati registrati sprechi per 2,6 miliardi di euro e frodi ai finanziamenti pubblici e al welfare per circa un miliardo e mezzo di euro. Da qui la necessità di stanare e punire chi percepisce gli assegni falsi. Le somme rubate allo Stato sono così ingenti che, se risparmiate, permetterebbe al governo di avere un bel tesoretto da investire anche nella riforma pensioni.

Nel solo ambito delle truffe nel settore previdenziale e al sistema sanitario, sono stati intercettati 256 milioni di euro truffati, denunciate quasi 10.000 persone a arrestate 21. Su 17.927 controlli fatti sull'erogazione di prestazioni sociali agevolate o esenzioni sanitarie, uno su due è risultato irregolare. Più in generale, le Fiamme Gialle sono state impegnate su diversi fronti: contrasto alle frodi fiscali e all'economia sommersa, vigilanza sulla spesa pubblica, attività anticontrabbando nel settore doganale, lotta al gioco illegale, contrasto alla criminalità organizzata, tutela dei diritti dei consumatori, contrasto ai traffici illeciti, concorso a sicurezza e ordine pubblico.

In questo contesto si inserisce anche la lotta senza quartiere ai dipendenti pubblici furbi che si fingono malati per non andare a lavorare. Per centrare l'obiettivo le funzioni di controllo e le relative risorse passeranno dalle Asl all'Inps. Quando scatta un'azione disciplinare contro un dipendente non potranno più passare 100 giorni, e soprattutto non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, altrimenti a rimetterci sarà il dirigente responsabile. Lo prevede la riforma della pubblica amministrazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il