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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità DEF ufficiale presentate rimanda tutto a Manovra Finanziaria

Nel Documento di economia e finanza 2015 potrebbero esserci novità di segno negativo per la riforma pensioni con il taglio delle prestazioni.




Occhi puntati sulle novità indirette sulla riforma pensioni in seguito alle ultime notizie sul Def che sarà varato domani venerdì 10 aprile 2015 dal governo. Il documento contiene le revisioni aggiornate sulla finanza pubblica, e il Piano nazionale di riforme che invece dà conto dello stato delle riforme. Entrambi vanno presentati a Bruxelles per verificare il rispetto degli impegni presi con l'Unione Europea. L'asticella della crescita sarà fissata allo 0,7%. Secondo altre stime quest'anno il Pil potrebbe salire fino all'1%, ma l'esecutivo ha deciso di utilizzare come parametro quello della prudenza, per evitare l'errore dello scorso anno con le correzioni al ribasso.

L'andamento di questi numeri è essenziali per capire quali sono gli spazi di manovra economica entro cui il governo potrà muoversi. Il Piano nazionale di riforma che accompagna il Def conferma l'obiettivo di privatizzazioni annue nell'ordine dello 0,7% del Prodotto interno lordo, ossia 10 miliardi di euro. Nel 2016 non scatterà l'aumento dell'Iva: il governo ha infatti deciso di neutralizzare le clausole di salvaguardia impegnando 12,8 miliardi di euro. Questi soldi saranno recuperati in gran parte attraverso i tagli alla spesa pubblica.

Ed è qui che entrano in gioco le pensioni per cui potrebbero essere previsti tagli a partire dagli assegni di invalidità. D'altronde era stato lo stesso ex commissario straordinario alla spendig review, Carlo Cottarelli, a prospettare un programma di riduzione delle spesa per lo Stato. A occuparsi di ridurre le uscite è ora Yoram Gutgeld, deputato del Partito Democratico e consigliere economico del premier Matteo Renzi.

A proposito di Def, Spiega Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera: "Siamo contenti che Renzi abbia riconfermato che con il Def il Governo non intende prendere i soldi dalle tasche dei cittadini. Per evitare questa eventualità bisogna però dare ascolto alle richieste dei Comuni perché altrimenti si corre il rischio che a mettere le mani in tasca agli italiani siano gli Enti locali costretti, dai tagli, ad aumentare la tassazione".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il