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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, mini pensione, assegno universale coperture non importanti come sembra

Possibilità di approvazione di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti ci sono ma resta da capire la volontà politica di intervenire sulla riforma pensioni Fornero. Situazione e novità




E’ da tempo ormai che Mef e ministro dell’Economia Padoan, in particolare, continuano a ribadire la loro contrarietà ad interventi sulla riforma pensioni Fornero, soprattutto orientati verso una maggiore flessibilità, perché la legge pensionistica attuale è l’unica che riesce a garantire sostenibilità economica al nostro Paese e per una conclamata mancanza di quelle risorse economiche che sarebbero necessarie per abbassare l’età pensionabile di tutti. I tempi, secondo gli esperti così come anche per l’Ue, non sarebbero ancora maturi. Eppure la situazione non è proprio così.

E’ vero che la situazione economica italiana continua ad essere molto difficile, che l’'Italia fatica a riprendersi e i dati congiunturali sono poco positivi, senza considerare le clausole di salvaguardia del 2016, ma è anche vero che per intervenire sulle pensioni, basterebbe la vera volontà politica e i soldi si potrebbero comunque recuperare. Per una riforma pensioni, servono, secondo quanto stimato, dai 4,5 a 12 miliardi, risorse che in alcuni casi, come per esempio garantendo la pensione anticipata con prestito pensionistico o con quota, lo Stato anticiperebbe per poi essere però restituiti e si tratta di sistemai che nel lungo periodo riuscirebbero a garantire addirittura risparmi allo Stato.

Ulteriori risparmi potrebbero derivare da quel piano di tagli e interventi sugli abusi perpetrati nel mondo previdenziale, come false pensioni di invalidità, di reversibilità. Ricche pensioni integrative, oltre che da un rinnovamento della gestione delle categorie, tutti interventi che porterebbero soldi in più che potrebbero essere reimpiegati nel welfare, nelle pensioni e per gli esodati. Ma per realizzare tutto ciò serve la volontà politica, soprattutto per mini pensione, staffetta e part time, e quota 100 con penalizzazione.

E mentre si temporeggia su questi interventi, sembra certo invece l’assegno universale, seppur limitato a determinate fasce di persone sui 55-65 anni, che, a livello di impiego di risorse, sarebbe la forma che richiederebbe più soldi. Eppure anche l’Ue se ne dice favorevole.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il