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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie della settimana tra conferme positive e negative

Tante le novità della settimana su questione previdenziale e intenzioni riforma pensioni: nulla di concreto è al momento previsto. Le ultime notizie




Continua la lotta all’evasione fiscale in Italia, fenomeno che nello scorso 2014 ha prodotto un danno allo Stato per 4,1 miliardi di euro, secondo il rapporto annuale Guardia di Finanza 2014. Da quanto emerso sono ben 8mila i furbetti del fisco stanati dalle Fiamme Gialle che ha anche accertato l’esistenza di circa 17 mila reati tributari, denunciando poco più di 13 mila soggetti e arrestandone 146. Passando al nero e all’economia sommersa, sono stati rilevati 11.936 lavoratori in nero e 13.369 irregolari, con 5.082 datori di lavoro denunciati. Allarmante la situazione anche nell’ambito degli appalti pubblici ed anche sul fronte sanitario, la Guardia di Finanza ha scoperto truffe per 141 milioni.

Si tratta di un’operazione che mette ben in evidenza come il governo voglia intervenire contro gli abusi, colpendo gli illeciti anche nel sistema previdenziale e a dimostrazione di questa intenzione gli ultimi provvedimenti decisi dal presidente dell’Inps Boeri, tra blocco delle erogazioni del Tfr a piloti in cassa integrazione che continuavano a lavorare per altre compagnie percependo elevati stipendi, e la verità sugli assegni gonfiati dell’Inpdap. I prossimi interventi dovrebbero invece puntare, secondo quanto previsto, a intervenire sugli abusi sulle pensioni invalidità e reversibilità, sulle ricche pensioni integrative, come annunciato dal premier Renzi e appoggiato da Boeri stesso.

Nel frattempo, però,continuano discriminazioni, perché mentre si continua a parlare di leggi universali per tutti e di soluzioni per rendere il sistema previdenziale più equo per tutti, arrivano ancora novità volte per singoli gruppi di lavoratori. Mentre, infatti, il M5S ha presentato un nuovo disegno di legge per ripristinare i requisiti pensionistici agevolati per gli impiegati della polizia locale, gli autoferrotranvieri potranno andare ancora in pensione con regime agevolato grazie al regolamento di armonizzazione.

Se l’età per la pensione di vecchiaia di questi lavoratori era fissata a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne considerando la finestra mobile, ora il requisito anagrafico cala di 5 anni rispetto a quello previsto e vengono meno anche le finestre, per cui nel 2015 questi lavoratori potranno andare in pensione con 61 anni e 3 mesi di età e le donne con 58 anni e 9 mesi di età con 20 anni di contributi. Previsti, inoltre, uscite anticipate per alcuni dipendenti in esubero di Province e Regioni.

Insieme a questi provvedimenti riservati solo ad alcune persone, vi sono ancora dubbi sui possibili interventi pensionistici da mettere in atto, nonostante l’incontro a sorpresa della scorsa settimana tra il premier Renzi e il presidente dell’Inps Boeri. Tra gli appuntamenti e obiettivi in programma per quest’anno, al momento non risulta nulla da parte del premier in merito alle pensioni, anche se sembra più volte aver ribadito la sua intenzione di agire ‘in silenzio’ prima proprio con la nomina di Boeri poi con la scelta del suo consigliere economico Gutgeld come nuovo commissario della spending review. Nulla al momento è previsto per le pensioni nemmeno nel terzo e quarto ddl sul lavoro, che secondo molti avrebbero potuto contenere provvedimenti pensionistici, come staffetta generazionale e assegno universale, collegati al lavoro, o nella riforma della P.A., a meno che non vengano inseriti provvedimenti di pensione anticipata per gli statali da allargare poi anche ai privati.

Nessuna novità positiva sulle pensioni nemmeno nel nuovo Def, che sembra rimandare ancora tutto sempre a causa della difficile situazione economica del nostro Paese. Non si esclude, tuttavia, che fino alla presentazione ufficiale della nuova Legge di Stabilità non possano essere previsti quegli interventi flessibili di cui si discute ormai da tempo, tra prestito pensionistico, quota 100, sistema contributivo per tutti. L’unico accenno fatto alle pensioni nel Def, come detto dal ministro Padoan, riguarda i possibili tagli sulle pensioni di reversibilità e invalidità.

In questo quadro si inserisce l'intervento del sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, che ribadisce la necessità di modifiche alla riforma pensioni Fornero, partendo proprio dalla maggiore flessibilità in uscita, per poter permettere ai lavoratori di andare in pensione prima rispetto alla soglia dei 66 fissata. Di contro, però, il viceministro Morando è convinto che non sia ancora il momento giusto per intervenire sulle pensioni, boccia la proposta di Baretta e conferma che nell'agenda del governo al momento non vi sono programmi sulle pensioni ed eventuali novità. E l’ostacolo principale ad oggi resta ancora la mancanza di soldi che impedisce qualsiasi intervento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il