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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità politiche più che fondi quota 100, mini pensioni, contributivo

Crisi economica in Italia ostacolo a modifiche alla riforma pensioni Fornero ma se si volesse le risorse si potrebbero recuperare: cosa sta accadendo davvero?




La crisi economica che l’Italia sta attraversando è diventata un fortissimo ostacolo all’approvazione di quelle modifiche alla riforma pensioni Fornero che tutti auspicano e propongono ormai da oltre un anno. Eppure tra le novità e ultime notizie si aprono spiragli positivi, o meglio, che potrebbero diventare tali se il governo dimostrasse, seriamente, una reale intenzione di intervento sulle pensioni. E’ vero infatti che la ripresa nel nostro Paese stenta a decollare, che il Pil sale ma lievemente, che i dati congiunturali sono poco positivi, ma per rendere più flessibile le attuali norma pensionistiche da tempo si susseguono proposte pensate proprio per evitare di spendere soldi ulteriori, tutte a fronte di penalizzazioni per i lavoratori che decidono di andare in pensione prima.

Secondo quanto previsto, per il via ad una riforma pensioni servirebbero tra i 4,5 e i 12 miliardi, ma si tratta di soldi che lo Stato non spenderebbe in più, perché deriverebbero dalle penalizzazioni che piani come uscita anticipata a quota 100, sistema contributivo per tutti, prestito pensionistico o mini pensione, prevedono già per chi vuole andare in pensione prima. Quindi sarebbero risorse che lo Stato anticipa e che il lavoratore dovrà poi restituire, mantenendo così i conti in equilibrio.

Anzi, vi sono meccanismi, come l’estensione del sistema contributivo per tutti, che permetterebbero allo Stato di accumulare anche ottimi risparmi nel lungo periodo. Senza considerare che ulteriori soldi potrebbero derivare da tagli e modifiche di pensioni di reversibilità e invalidità, baby pensioni e pensioni integrative, i cui risparmi sarebbero riutilizzati per gli esodati o ulteriori interventi pensionistici. Tutto però dipende dall’effettiva volontà politica di agire su una riforma, quella Fornero, che garantisce ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021, una cifra decisamente importante.

E mentre si pensa se approvare o meno i piani di flessibilità per l’eventuale impiego di risorse economiche che comporterebbero, sembra invece certa l’approvazione dell’assegno universale, circoscritto però a determinate categorie di persone, quelle cioè che hanno 55-65 anni, per cui servono certamente più soldi rispetto ad altri interventi pensionistici. Nonostante questo, anche l’Ue si dice favorevole a questa novità.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il