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Parte il concambio dei titoli argentini, risparmiatori preoccupati

Il governo argentino lancerà domani da Buenos Aires la campagna di marketing riguardante il concambio dei titoli del debito in default per 81,8 miliardi di dollari



Il governo argentino lancerà domani da Buenos Aires la campagna di marketing riguardante il concambio dei titoli del debito in default per 81,8 miliardi di dollari che avrà nelle tappe del “road show” in Italia e Svizzera i suoi momenti centrali.

Il quotidiano economico El cronista di Buenos Aires scrive che sarà lanciata una campagna di manifesti in tutta l’Argentina il cui slogan guida (ma ce ne saranno vari) sarà: «Con il concambio del debito lei può trasformare i suoi titoli in realtà».

Il lancio ufficiale dell’offerta argentina sarà fatto invece dallo stesso ministro dell’economia Roberto Lavagna il 12 gennaio a Buenos Aires.

A livello internazionale il contatto pubblicitario con i creditori privati avverrà attraverso il Financial Times di Londra e The Wall Street Journal di New York e l’installazione (a Roma, Francoforte, Toronto e Sydney) di call center con numero gratuito a cui i detentori di bond argentini potranno chiamare per avere chiarimenti sull’offerta o chiedere l’invio di materiale esplicativo (che pubblicizzeremo appena ufficializzati).

In Italia l’attività sarà gestita dalla società GS Proxylatina, filiale del gruppo Usa Georgeson Shareholder, che ha stipulato un contratto con il governo argentino per coordinare la campagna pubblicitaria diretta ai privati. Lo stesso El cronista sottolinea come sei delle 14 città saranno tocchate dal “road show” (Roma, Milano, Verona, Zurigo, Lugano e Ginevra) sono in Italia e Svizzera.

Questo perché il ministero dell’economia argentino ha ricevuto da Georgeson Shareholder e dalle banche consulenti un aggiornamento di uno studio realizzato nel 2002 dalla banca francese Lazard Freres, e da cui emerge che nelle due nazioni si trovano il 25% dei detentori di bond in default.

Inoltre l’edizione on-line del quotidiano Ambito financiero ha sottolineato ieri che il dato sull’occupazione negli Usa allontana per il momento il rischio di rapido aumento dei tassi di interesse statunitensi e quindi avvantaggia le possibilità di una migliore riuscita dell’offerta di concambio argentina.

Infine Ambito ricorda che le autorità borsistiche di Tokyo non hanno ancora dato il via libera alla proposta argentina, come invece hanno già fatto le altre borse interessate, fra cui la Sec statunitense e la Consob italiana. Il ministero dell’economia di Buenos Aires spera che questo possa avvenire entro il 14 gennaio, data ufficiale di inizio del concambio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il