Cambia L'ICI: in aumento per case di ringhiera, vecchi cascinali e....

La rivalutazione di molte abitazioni d'epoca andrà ad incidere direttamente su Ici ed Irpef



Romantiche case di ringhiera dall'estetica proletaria, vecchi cascinali in perfetto "country style" e folcloristici trulli non saranno più soggetti ad una tassazione di favore in ragione di un imminente aggiornamento delle rendite catastali, da novembre gestite direttamente dai comuni (v. Comunicato dell'Agenzia delle Entrate).
La rivalutazione di molte abitazioni d'epoca andrà ad incidere direttamente su Ici ed Irpef procurando un aumento medio stimato di 80 Euro (Ici) e 50 Euro (Irpef) per i contribuenti.
Chi sono i tanto chiacchierati soggetti incriminati di evasione fiscale? Tutti gli amanti di edifici d'epoca che, effettuata la ristrutturazione per adeguare vecchie abitazioni dalla disagevole planimetria e dall'architettura rustica a moderni e dinamici stili di vita, abbiano tralasciato di comunicare le variazioni al catasto. Non infrequente il caso di una tassa sugli immobili invariata dal secolo scorso su edifici che abbiano triplicato il loro valore catastale effettivo, colpevoli quindi di un mancato avanzamento di categoria immobiliare. Evasioni più o meno consapevoli fioriscono indistintamente da "Trieste in giù" coinvolgendo tanto i centri urbani quanto le zone rurali.

La riorganizzazione dell'imposizione tributaria e la delocalizzazione regionale verrà attivata dal 1 novembre comportando un assedio serratissimo ai 200 milioni di extra gettito preventivato nelle casse dello Stato. Si ipotizza sul Sole 24 Ore che la rivoluzione catastale conduca ad un aumento delle rendite di 313 milioni, arricchendo le casse comunali di 179 milioni per l'Ici e di 26 milioni per l'Irpef.

11 sono le categorie catastali attuali con cui viene valutato un immobile a destinazione ordinaria:

  • A/1: abitazioni signorili
  • A/2: abitazioni di tipo civile
  • A/3: abitazioni di tipo economico
  • A/4: abitazioni di tipo popolare
  • A/5: abitazioni di tipo ultrapopolare
  • A/6: abitazioni di tipo rurale
  • A/7: abitazioni in villini
  • A/8: abitazioni in ville
  • A/9: castelli, palazzi di eminenti pregi artistico-storici
  • A/10: uffici e studi privati
  • A/11: abitazioni e alloggi tipici dei luoghi

Soffermandosi sulle caratteristiche intrinseche a ciascuna categoria possiamo tranquillamente definire come obsoleta e lontana dall'attuale geografia immobiliare la ripartizione catastale che intende ad esempio per immobile di tipo A/4 un'unità immobiliare costituita da tre o quattro vani con strutture ordinarie, non sempre ben conservata e sprovvista quasi sempre di impianti di riscaldamento e bagno, gabinetto esterno sovente in comunione. Definizioni analoghe riguardano anche gli immobili di tipo A/6 e A/5 portandoci alla conclusione che la rivalutazione riguarderà in larga parte queste categorie, facilmente riclassificabili (solo considerando la presenza dei servizi igienici) come A/3.

L'aumento del prelievo fiscale dovrebbe riguardare una piccola parte del patrimonio immobiliare nostrano (circa il 33%) essendo il rimanente 77% imputabile alla categoria "abitazione principale". In molti casi si assisterà all'inevitabile aumento dell'Ici (fino al 109% in più rispetto all'attuale Imposta) a fronte però di più che proporzionali aumenti delle detrazioni. Nel caso di Napoli ad esempio la base imponibile, raddoppia ma, trattandosi di abitazione principale, la super detrazione di 155 euro azzera comunque l'imposta.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il