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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: ennesimo scontro seppur differente questa volta tra Mef e Parlamento. Cosa cambia

Mef ancora contrario a interventi sulle pensioni così come Ue ma necessari cambiamenti riforma pensioni Fornero e posizioni partiti: le novità




Dopo mesi di discussioni e proposte di modifica della riforma pensioni Fornero, il Mef continua a mostrarsi  sempre contrario ad interventi pensionistici, appoggiando Ue o Ocse, facendo leva anche sui recenti dati economici che certo non riportano novità e ultime notizie positive. Qualche settimana fa, infatti, è stato comunicato l’andamento del Pil che, pur essendo leggermente migliorato, lo è stato comunque meno del previsto, deludendo le aspettative, la crescita economica stimata per il 2014 è stata mancata, ma ora il ministro dell'Economia Padoan ha dichiarato che per l'Italia è possibile raggiungere una crescita del 2% nel lungo termine e ha ribadito la necessità di riforme strutturali per eliminare ostacoli alla crescita, misure che potrebbero arrivare con la prossima Manovra Finanziaria.

Si tratta, tuttavia, di una Manovra che, nonostante quanto annunciato tempo fa, al momento non dovrebbe contenere alcun intervento sulle pensioni anche se fino a dopo l’estate qualcosa potrebbe cambiare, sempre, ovviamente, in base a come si svilupperà l’andamento economico del nostro Paese. Ma l’intenzione di agire da parte del governo c’è e a confermarlo è lo stesso premier Renzi, nonostante il suo silenzio.

Se, infatti, l’anno scorso, prima dell’estate, annunciava la volontà di estendere il bonus di 80 euro anche ai pensionati, di voler applicare il prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro, di voler procedere a revisioni di baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità e pensioni integrative, ad oggi Renzi non dice nulla di esplicito sulle pensioni ma le sue decisioni dicono tanto, dalla nomina, fortemente voluta, di Tito Boeri come nuovo presidente dell’Inps, a quella del suo consigliere economico Yoram Gutgeld come nuovo commissario della spending review.

Entrambe condividono piani e obiettivi di intervento sulle pensioni, a partire dal piano di tagli già annunciato da Renzi, e consigliato proprio da Gutgeld, all’assegno universale che Boeri ha annunciato arriverà in una proposta organica il prossimo giugno. Del resto, lo stesso Renzi, in una newsletter di qualche tempo pubblicata sul suo sito personale, in riferimento alle pensioni ha ammesso un ritardo di interventi sulla questione previdenziale, a causa delle difficoltà economiche e delle politiche Ue attente ai conti e che frenano interventi sulla riforma pensioni Fornero.

Eppure ora tutte le forze politiche chiedono interventi sulle pensioni, tutti i partiti hanno presentato proposte di modifica, tutta la dirigenza Inps è pronta a lavorare per cambiare il sistema previdenziale italiano, e risulta anche piuttosto chiaro lo scontro interno al Pd, non solo con la minoranza, con Cesare Damiano che continua a spingere sulla necessità di una maggiore flessibilità in uscita, ma all’interno del governo stesso con le diverse posizioni di Baretta, favorevole a interventi, ministro Poletti che continua a ribadire che il governo ci lavorerà, e viceministro Morando che invece sostiene che non vi sono interventi sulle pensioni nell’agenda del governo. Ed è ancora necessario un compromesso sui diversi piani di uscita anticipata, tra quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, staffetta generazionale, che ancora dividono i partiti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il