Download di file protetti da diritto d'autore: è illegale scaricare anche senza fini di lucro

La sentenza della Cassazione, per cui scaricare da Internet contenuti tutelati da diritto d'autore non costituisce reato se non c'è fine di lucro, non è valida dopo gli aggiornamenti delle norme e comunque non riguarda i file musicali



La sentenza della Cassazione, per cui scaricare da Internet contenuti tutelati da diritto d'autore non costituisce reato se non c'è fine di lucro, non è valida dopo gli aggiornamenti delle norme e comunque non riguarda i file musicali. A precisarlo oggi è Giorgio Assumma, il presidente della Società italiana degli autori ed editori, Siae, che spiega: "In realtà la Sentenza della Cassazione non comporta nessuna "rivoluzione" in materia di diritto d'autore, come da più parti si è impropriamente affermato, perché si riferisce a una fattispecie avvenuta nell'anno 1999 quando la normativa in vigore era diversa da quella attuale".

La Cassazione la scorsa settimana aveva annullato la condanna a tre mesi e 10 giorni di reclusione inflitta dalla Corte d'Appello di Torino a due studenti del Politecnico di Torino che avevano scaricato e condiviso in rete file musicali, film e software protetti da copyright.

Secondo la Siae la legge sul diritto d'autore (n. 633 del 1941) è stata aggiornata ben quattro volte con la legge 248/2000, il recepimento, nel 2003, la Direttiva Europea sul Copyright e la legge Urbani del 2004, poi modificata nel 2005. "Il quadro legislativo che ne deriva - si legge nel comunicato della società - può essere così sintetizzato: a) chi condivide in rete per fini di lucro, senza specifica autorizzazione, opere protette da diritto d'autore, commette un reato oggetto di pesanti sanzioni penali e pecuniarie (reclusione da uno a 4 anni e multa da 2.582 a 15.493 euro; art.171-ter, comma 2, lett. a-bis L. 633/41); b) chi condivide in rete, senza specifica autorizzazione, opere protette da diritto d'autore, ma solo per uso personale e senza alcun fine di lucro, commette pur sempre un reato, punito tuttavia con sanzioni penali più lievi, e cioè una multa (art. 171, comma 1, lett. a-bis L. 633/41); c) chi si limita colposamente a scaricare file protetti da diritto d'autore, non commette reato ma incorre in una sanzione amministrativa, oltre alla confisca ed alla pubblicazione del procedimento (art. 174-ter L. 633/41)".

Insomma, secondo la Siae, "ogni utilizzazione di opere tutelate deve essere autorizzata e, anche in assenza del fine di lucro, le norme sopra indicate sanzionano espressamente ogni forma di riproduzione non autorizzata".

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il