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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: quota 100 tra alti e bassi. Cresce assegno universale e mini pensione

Le migliori ipotesi di intervento sulla riforma pensioni Fornero tra piani di uscita anticipata e assegno universale: le posizioni politiche e cosa potrebbe cambiare. Ultime notizie




Mentre l’Inps ha già avviato in autonomia i primi cambiamenti per modificare il sistema pensionistico italiano, dando avvio alla cosiddetta operazione trasparenza per stanare truffe ed eliminare abusi, il governo continua a discutere delle possibili modifiche da applicare alla riforma pensioni Fornero e le novità e ultime notizie confermano come le discussioni ruotino ancora intorno ai meccanismi che ormai da un anno sono al vaglio dell’esecutivo stesso. Ma passa il tempo e cambiano le condizioni per cui un sistema possa essere più conveniente dell’altro.

Se, infatti, fino a qualche tempo fa si pensava che l’uscita anticipata con quota 100 potesse essere la soluzione migliore per garantire maggiore flessibilità a tutti, con un ritorno alle quote, ipotesi particolarmente apprezzata dagli italiani e dai sindcati ma meno dai partiti politici e dall’Inps, così come l’estensione del sistema contributivo era guardato di buon occhio soprattutto perché avrebbe garantito risparmi notevoli allo Stato ma sul lungo periodo, oggi sembra invece che questa ipotesi stiamo pian piano tramontando a favore di altre.

Tutti sono, infatti, d’accordo sull’introduzione dell’assegno universale, che il presidente dell’Inps ha già annunciato entro la prossima estate; torna ad essere tra i sistemi di flessibilità considerati più convenienti il prestito pensionistico che innanzitutto non modifica i requisiti pensionistici richiesti dalla legge Fornero e non richiede nemmeno l’impiego di ulteriori risorse economiche per il pensionamento anticipato; bene anche la staffetta generazionale che, con il passaggio al part time, garantirebbe quel turn over con ricambio generazionale nel mondo del lavoro, dando, dunque, nuove possibilità lavorato rive ai più giovani magari oggi disoccupati.

E considerando la situazione, allarmante, della disoccupazione giovanile nel nostro Paese, alla luce soprattutto degli ultimi dati resi noti per il mese di febbraio, quest’ultima soluzione sembrerebbe quella che riuscirebbe a permettere non solo la possibilità di lasciare il lavoro prima ma anche di dare nuova spinta all’economia. Del resto, lo stesso ministro del Lavoro Poletti è tornato ad aprire a possibili interventi flessibili sulle pensioni da far rientrare nella prossima Manovra Finanziaria.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il