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Disoccupazione Naspi, Dis Coll, Aspi, assegno universale, bonus bebŔ 2015: novitÓ questa settimana assegno e indennitÓ

Il governo Renzi con le nuove norme del Jobs act ha cambiato le regole del lavoro, sia per il mondo dei contratti, sia per quello degli ammortizzatori sociali: novitÓ e problemi




Il governo Renzi con le nuove norme del Jobs act ha cambiato le regole del lavoro, sia per quanto riguarda il mondo dei contratti, sia per quanto riguarda quello degli ammortizzatori sociali, strumenti a sostegno di lavoratori che rischiano di perdere il lavoro o lo hanno già perso, soprattutto a causa della crisi, e che potrebbero ritrovarsi in gravi difficoltà economiche.

Si tratta di sussidi, che a breve vi illustreremo, che dovrebbero essere affiancati, a partire dal prossimo giugno secondo quanto annunciato dal presidente dell’Inps Boeri, dall’assegno universale. Si tratta di una nuova tutela che però dovrebbe essere ristretta ad una determinata fasce di persone, cioè coloro che hanno 55-65 anni, perdono il lavoro ma non hanno ancora la possibilità di andare in pensione perché ben lontani dai requisiti necessari per lasciare il lavoro.

Passando ai nuovi ammortizzatori sociali, cerchiamo di capire per chi valgono e come funzionano e i problemi che ancora sussistono per la loro reale entrata in vigore. Il Dis-Coll è il nuovo sussidio di disoccupazione per i lavoratori disoccupati iscritti alla gestione separata dell’Inps e CoCoPro, collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, prevede l’erogazione di un assegno pari al 75% del reddito medio mensile nei casi in cui il reddito mensile sia pari o inferiore a 1.195 euro mensili nel 2015 e non può essere superiore ai 1.300 euro nel 2015, e ha una durata massima di 6 mesi. Il Dis-Coll si può richiedere fino al 31 dicembre 2015.

La nuova indennità di disoccupazione che dal primo maggio sostituirà l’Aspi è la Naspi, Assicurazione Sociale per l’impiego, valida per i lavoratori dipendenti privati a tempo indeterminato e termine e per i lavoratori pubblici assunti a termine. Può richiedere la Naspi chi ha maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni di lavoro e 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi. La Naspi avrà una durata massima di 18 mesi, sarà erogata mensilmente dall'Inps per importi massimi di 1.300 euro al mese.

Se, una volta esaurita la Naspi, il lavoratore disoccupato lo sarà ancora non avendo trovato una nuova occupazione, per altri 3 mesi potrà richiedere l’Asdi, nuovo Assegno di disoccupazione, a patto che dimostri di essere alla ricerca di un lavoro. E in questa procedura sarà accompagnato dai centri di sostegno al lavoro appositi. L’Asdi prevede l’erogazione di un assegno di importo pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi e può essere richiesto se si sono maturati almeno 3 mesi di contributi dal primo gennaio dell'anno precedente o un mese nell'anno in cui si perde il lavoro. Il governo Renzi con il secondo decreto attuativo del Jobs Act ha dato il via libera ufficiale all’entrata in vigore dei nuovi sussidi di disoccupazione, eppure ecco l’ennesimo paradosso all’italiana.

I sussidi sono in vigore, il Dis-Coll già dal primo gennaio e dal prossimo primo maggio, cioè tra qualche settimana, toccherà anche alla Naspi, ma non sono ancora operative le procedure operative Inps per richiedere e ottenere i sussidi, per cui il rischio è che se non arrivassero provvedimenti ufficiali a breve, i nuovi ammortizzatori sociali resterebbero solo una bella teoria. Stesso discorso vale per il bonus bebè 2015: è in vigore dal primo gennaio ma anche in questo non sono funzionano le procedure che impediscono, dunque, di presentare le domande all’Inps.

Il nuovo bonus bebè può essere richiesto oltre che da cittadini italiani, da cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, e da extracomunitari purchè in possesso di regolare permesso di soggiorno, e prevede l’erogazione dell’assegno mensile di 80 euro stanziato per ogni bambino nato o adottato dal primo gennaio 2015. Il bonus viene erogato alle famiglie che abbiano avuto o adottato un figlio fra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e per richiederlo è necessario che l’Isee del nucleo familiare sia pari o inferiore a 25mila euro. In questo caso l’importo del bonus è, come detto, di 80 euro al mese, 960 euro l’anno, ma se l’Isee del nucleo familiare risulta inferiore a 7mila euro, l’assegno raddoppia salendo a 160 euro al mese, 1.920 euro l’anno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il