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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: fondi non servono, ecco la verità su quota 100, assegno universale, mini pensione

Nuove risorse economiche per 1,6 miliardi spuntate a sorpresa e in cosa potrebbero essere impiegate: le risorse necessari per modifiche flessibili alla riforma pensioni Fornero. Ultime notizie




Nuove risorse economiche per 1,6 miliardi spuntate a sorpresa venerdì scorso quanto il premier Renzi ha parlato del nuovo Documento di economia e finanza che pone le basi per gli interventi della prossima Legge di Stabilità. Nessuna nuova tassa per i cittadini italiani ha assicurato il premier e una speranza di vedere i nuovi soldi recuperati impiegati in nuove misure per welfare e pensioni, auspicando quelle misure flessibili che tanti richiedono ormai da troppo tempo per rendere più ‘morbidi’ i requisiti imposti dalla riforma pensioni Fornero.

Anche se si tratta di risorse contenute che certo non basterebbero né per i piani di uscita anticipata per tutti, né per il via all’assegno universale nemmeno se circoscritto esclusivamente, come detto dal presidente dell’Inps Boeri, a coloro che anno 55-65 anni.

In questo caso servirebbero, infatti, come confermano le novità e ultime notizie di qualche giorno fa, ben 4,5 miliardi. Di certo, però, si tratterebbe di soldi che potrebbero comunque dare nuova spinta all’economia se investiti nelle pensioni, interventi che toccherebbero finalmente da vicino e in maniera concreta i cittadini, così come i provvedimenti sul lavoro. Del resto, lo stesso ministro del Lavoro Poletti ha detto che bisogna intervenire sulla legge Fornero con strumenti flessibili di accompagnamento al pensionamento o si corre il rischio di un nuovo problema sociale, come già accaduto con esodati e quota 96 della scuola.

Ma servirebbero più risorse: per esempio, per l’estensione del sistema contributivo per tutti servirebbero circa 4,5 miliardi; per l’approvazione delle proposte di Damiano, quella dei pensionamenti flessibili con 62 anni e 35 di contributi e penalizzazione, e quella di quota 100, data dalla somma di anzianità contributiva ed anagrafica, rispettivamente, 8 miliardi e da 2,4 a 11,4 miliardi.

E poi c’è la proposta di uscita anticipata e flessibile per tutti con prestito pensionistico, che non modificherebbe età e contributi della riforma Fornero, motivo per il quale sono in tanti a sostenere questo sistema che non toccherebbe l’impianto di quella legge capace di garantire ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021, ma che richiederebbe l’impiego di risorse tra gli 800 e i 900 milioni di euro.

Si tratta, tuttavia, in questo caso non di soldi che lo Stato spenderebbe per garantire maggiore flessibilità pensionistica a tutti, a un anticipo che verrebbe restituito dal lavoratore stesso una volta maturati i normali requisiti pensionistici richiesti. Nessuno ‘spreco’, dunque, ma un’erogazione che comprenderebbe la stessa somma che il lavoratore comunque percepirebbe una volta in pensione. Risorse per 1-2 miliardi dovrebbero essere invece impiegate, secondo le stime, per permettere un prepensionamento con staffetta generazionale anche se in questo caso il vantaggio sarebbero quello di dare vita al turn over lavorativo che rilancerebbe l’occupazione giovanile, compensando l’uscita di lavoratori più anziani con l’assunzione di nuovi giovani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il