Finanziamenti Venture Capital: grande crescita negli Usa, mentre in Italia siamo quasi a zero

Era da cinque anni che i capitalisti di ventura del settore hi-tech non vivevano un momento così favorevole



Era da cinque anni che i capitalisti di ventura del settore hi-tech non vivevano un momento così favorevole. Ora i dati sono finalmente disponibili: per il 2006 gli investimenti in venture capital sono stati in totale di 25,5 miliardi di dollari, una crescita del 12 per cento rispetto al 2005, per un totale di 3.416 accordi per lanciare le start-up tecnologiche, ma anche del settore salute e dell'energia alternativa. E' il livello più alto raggiunto dal picco storico del 2001, quando i miliardi di dollari totali furono 40,7.

Stiamo parlando, ovviamente, di dati statunitensi: arrivano da PricewaterhouseCoopers, Thomson Financial e dalla National Venture Capital Association, ed evidenziano che il trend dei capitalisti di ventura è dato da settori solidi, e che sempre meno gli investitori si lanciano in avventure dal poco chiaro riscontro.

Per esempio, se il settore internet di questa analisi totalizza investimenti per 4 miliardi di dollari (+25 per cento rispetto al 2005), i capitalisti prestano molta attenzione alla tipologia di progetto da finanziare.

Tutto ciò che viene presentato come un'invenzione da web 2.0 viene guardato con timore, ancor più se in mezzo a queste parole magiche si citano i video. Già, perché nonostante queste siano, in rete, le applicazioni più usate e più alla moda, la totale assenza di un modello di business e di riscontri positivi (per esempio, la pubblicità non vende bene, o non abbastanza) riconduce questi business a un triste precedente, quello dello scoppio della bolla dopo gli investimenti azzardati dei primi anni duemila.


Certo a oggi gli analisti sono più sereni. Anche se dovesse fallire tutto ciò che ruota intorno al web 2.0, questo non porterà mai a una crisi come quella passata, poiché (per il momento) nessuno dei grandi nomi del social web è stato quotato.

Sul versante italiano, i dati di fine anno sul venture capital non sono ancora disponibili. Ma dando una rapida occhiata ai grafici preparati da Aifi (Associazione italiana del private equity e venture capital) di fine primo semestre e alla chiusura dell'anno prima, il 2005, ancora una volta il nostro Paese rasenta lo zero quanto a investimenti. Nel primo semestre 2006 il numero di operazioni di venture capital italiane registrate sono state 72, per un totale investito di 286 milioni di euro.

Tra le poche operazioni italiane, una delle ultime è quella legata al nuovo parco tecnologico toscano, situato a Siena, Toscana Life Sciences, fondazione che è attiva dallo scorso mese di settembre.
All'interno di questo bio-incubatore è ospitato anche Toscana Biomarkers, che lavora per sviluppare tecnologia innovativa nel campo della diagnostica molecolare. Su Toscana Biomarkers, la Sici (Sviluppo imprese centro Italia) ha investito 800 mila euro. Un piccolo segnale che, anche se poco si muove, in Italia come in America il settore biomedicale continua ad attirare interessi e capitali.

Eva Perasso

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il