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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità mini pensione,prestito,staffetta più fattibili rispetto quota 100

Come intervenire con modifiche alla riforma pensioni Fornero? Ancora diverse le proposte da valutare alla ricerca della migliore e meno costosa. Novità e ultime notizie




Nonostante in vigore ormai da tre anni, la riforma pensioni Fornero continua a creare grandi problemi e casi sociali. A causa di errori della sua formulazione sono nate, per esempio, le questioni esodati e quota 96 della scuola, ancora in attesa di soluzioni definitive che chiudano una volta per tutte queste partite, andando oltre le cosiddette soluzioni tampone. Ma le nuove norme pensionistiche hanno anche fortemente penalizzato diverse categorie di lavoratori, primi tra tutti usuranti e precoci.

Ma non solo, motivo per il quale ormai da oltre un anno si susseguono proposte di modifica della legge Fornero, piani orientati a garantire una maggiore flessibilità in uscita ma non condivisi nè da Mef nè dall'Ue, fortemente contrari a qualsiasi tipo di intervento sulla riforma pensioni Fornero. Eppure è sempre più evidente la necessità di intervenire sul sistema pensionistico attuale in tal senso e tra i meccanismi presentati, tra uscita a quota 100, prestito pensionistico, staffetta generazionale e part time, assegno universale, al momento le modifiche più fattibili potrebbero essere quelle di prestito pensionistico, staffetta generazionale e assegno universale.

Quest'ultima è l'unica modifica condivisa da tutti, compre l'Ue, ma perchè si tratta di una tutela già esistente in quasi tutti gli altri Paesi Ue e che in Italia prima o poi deve comunque debuttare per uniformare il nostro Paese agli altri. Meno fattibile risulterebbe la pensione anticipata con quota 100, avanzata da Cesare Damiano, derivante dalla somma di età anagrafica e contributiva, che darebbe possibilità ai lavoratori di andare in pensione prima scegliendo l'età migliore, per esempio 60, 61, 62 anni ma con 40, 39, 38 anni di contributi.

Proposta particolarmente sostenuta anche dai sindacati ma al momento da molti ritenuta poco fattibile perchè richiederebbe l'impiego di maggiori risorse rispetto agli altri sistemai citati che, pur richiedendo soldi allo Stato inizialmente, alla fine verrebbero restituiti dal lavoratore stesso che lascia il lavoro prima, per cui si tratterebbe di un mero anticipo. E, considerando che il grande ostacolo di interventi sulle pensioni è rappresentato proprio dalla crisi economica che la nostra Italia sta vivendo, motivo per cui il ministro dell’Economia Padoan stesso chiede che la legge Fornero venga lasciata così com’è, è chiaro che se bisogna attuare modifiche è meglio orientarsi su quelle che  non richiedono risorse aggiuntive, anche se, se l’intenzione del governo di intervento sulle pensioni fosse effettivamente reale e confermato, si potrebbero recuperare soldi in altri modi, dalla riorganizzazione dell’Inps innanzitutto a quel piano di tagli (di pensioni di invalidità, pensioni integrative, di reversibilità, cumulo) che mette d’accordo premier Renzi, presidente dell’Inps Boeri, commissario per la spending review Gutgeld e diverse forze politiche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il