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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: confronto in Parlamento ricomincia su ddl quota 100, mini pensione, staffetta

Riprende in Parlamento la discussione sul piano flessibile per modificare la riforma pensioni Fornero: le ipotesi in discussione e quelle più fattibili




Dopo una prima seduta flash di qualche settimana fa, conclusasi con un nulla di fatto, riprende in Parlamento la discussione sul piano flessibile per modificare la riforma pensioni Fornero. Le proposte di legge che verranno discusse puntano tutte sulla necessità di introdurre un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale per permettere a chi ha 62 anni di età e 35 di contributi di andare in pensione con una penalizzazione massima dell’8% o con quota 100, a partire da 62 anni e 38 anni di contributi, due soluzioni strutturali appoggiate anche dai sindacati

Le novità e ultime notizie sono però piuttosto confuse, come sempre ormai. Non si capisce realmente quanto e se il governo abbia davvero intenzione di agire sulle pensioni, al di là degli annunci e delle promesse. Finora, infatti, la risposta potrebbe non essere positiva, considerando che da tempo si susseguono proposte di modifica, alcune, come abbiamo potuto ben constatare, anche a costo zero (come prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti), ma bloccate a causa, come più volte ribadito dagli stessi tecnici del Tesoro, dalla manca di risorse economiche.

Eppure, volendo, il governo saprebbe dove reperire gli eventuali soldi necessari, partendo dalla riorganizzazione dell’Inps stesso per una migliore e più equa redistribuzione dei redditi, per arrivare a quel piano di tagli ormai ben noto che comprende revisione di pensioni di invalidità e reversibilità, baby pensioni, pensioni di guerra, ricche pensioni integrative. Probabilmente manca ancora il coraggio di intervenire su quella legge, la Fornero, unica capace di garantire sostenibilità economia al nostro Paese e garantire risparmi per ben 80 miliardi di euro fino al prossimo 2021.

Eppure, nonostante i piani di uscita anticipata a costo zero siano ancora in dubbio, sembra certa l’approvazione dell’assegno universale che di risorse per la sua messa in atto ne richiederebbe anche parecchia (circa 4,5 miliardi) anche se venisse applicato, come detto dal presidente dell’Inps Boeri, solo a determinate persone tra 55-66 anni che rischiano di perdere il lavoro prima di maturare i necessari requisiti per andare in pensione, rischiando, di conseguenza, di diventare un nuovo caso sociale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il