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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità sostegno a sorpreso da De Vincenti nuovo sottosegretario

Le possibili ulteriori novità sulla riforma pensioni Fornero con De Vincenti nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nominato al posto di Delrio: le ultime notizie




E’ il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nominato al posto di Delrio: è Claudio De Vincenti, nuova personalità che, insieme al nuovo presidente dell’Inps Boeri e al nuovo commissario spending review Gutgeld, potrebbe contribuire a modificare realmente la riforma pensioni Fornero. De Vincenti, infatti,  da esponente dell’Ulivo puntava sulla revisione del sistema pensionistico di sostegno dei redditi personali e familiari per superare le iniquità; sul miglioramento dell’equità verticale (tra livelli di reddito) e orizzontale (tra redditi familiari equivalenti), e sulla riduzione della diseguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile.  

Tra le novità, De Vincenti sostiene anche l’ipotesi dell’assegno universale, considerando che da sempre sostiene la necessità di tutele e incentivi per coloro che, pur inseriti nel mondo del lavoro, hanno un reddito insufficiente a causa della precarietà e discontinuità del rapporto di lavoro; e un reddito minimo.

E il reddito minimo sostenuto da De Vincenti dovrebbe essere, anche nel suo caso, circoscritto a coloro che hanno sui 65 anni, che perdono il lavoro ma non possono andare in pensione perché ben lontani ancora dai requisiti pensionistici necessari per uscire. Gli interventi da mettere a punto sarebbero comunque anche orientati verso una maggiore flessibilità in uscita visto che De Vincenti è tra quelli che da sempre critica le norme della riforma pensioni Fornero.

Anche se al momento si tratta di modifiche bloccate tanto dal Mef quanto dall’Ue, soprattutto a causa della mancanza di risorse economiche necessarie, ma anche perché si teme di toccare l’impianto di quella riforma pensionistica capace di garantire ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021, forze politiche e sociali continuano a ribadirne la necessità di approvazione. E si tratterebbe di novità che contribuirebbero non solo alla possibilità per i lavoratori più anziani di andare in pensione prima ma anche a quella del rilancio occupazionale in Italia e, di conseguenza, dell’economia in generale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il