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Pensioni, riforma lavoro, bonus 80 euro: fondi DEF, proposte per chi, quando e come potrebbero essere usati

Nuovo tesoretto da 1,6 miliardi a disposizione del governo Renzi: come saranno impiegate queste nuove risorse tra pensioni e welfare?




E' spuntato, a sorpresa, qualche ora prima della presentazione ufficiale in Consiglio dei Ministri, venerdì scorso, del nuovo Def, Documento di economia e finanza che annuncia gli interventi della prossima Legge di Stabilità, un nuovo tesoretto da 1,6 miliardi di euro, nuove risorse economiche su cui chiaramente ci si è sbizzarriti sulle più disparate ipotesi di impiego.

C’è chi inevitabilmente ha detto di voler utilizzare questi nuovi soldi per interventi sulla riforma pensioni Fornero, anche se non sarebbero sufficienti per alcuna misura allo studio, né tanto meno per l’assegno universale anche se ridotto a coloro che hanno un’età avanzata e rischiano di perdere il lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché ben lontani dai requisiti necessari.

Tra le novità e ultime notizie, si parla anche della possibilità di impiegare queste nuove risorse economiche per dare vita ad un bonus come quello degli 80 euro  per i meno abbienti, ma la cifra, anche in questo caso, sarebbe bassa, permettendo di erogare sui 30,50 euro che a ben poco servirebbero per il rilancio dell’economia. E c’è chi propone anche di attendere e magari accumulare insieme a questo tesoretto nuovi fondi in modo da poterli impiegare in un investimento più corposo.

Tre, dunque, le ipotesi di intervento del governo Renzi con questo nuovo tesoretto: dal bonus da 20 a 50 euro mensili per i lavoratori più svantaggiati; possibilità di destinare il bonus all’attuazione delle riforme già in atto; e altra ipotesi allo studio dell’esecutivo è quella di destinare il tesoretto alla SIA, cioè al sostegno per l’inclusione attiva che funziona nel sud e in dodici città metropolitane, destinato alle famiglie con figli in grosse difficoltà e che hanno un reddito Isee inferiore ai 3mila euro annui, o quelle che hanno percepito un reddito di 4mila euro nei sei mesi precedenti. Si tratterebbe di un sussidio pari a 312 euro, che potrebbe essere esteso su tutto il territorio nazionale e beneficiarne sarebbero cinque milioni di famiglie.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il