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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie su due punti rilanciata da Boeri con assegno limitato e quota 100 con penalizzazioni

Uscita anticipata, assegno universale a partire da giugno solo per determinate fasce di persone, ricalcolo contributivo esclusivamente per le pensioni più alte: novità Boeri e intervista




In una nuova intervista apparsa su repubblica.it oggi, martedì 14 aprile, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, disegna una nuova linea di intervento per modificare sistema previdenziale e riforma pensioni Fornero. E dalle sue parole si evince la possibilità di uscita anticipata per tutti probabilmente con quota 100, non citata espressamente, ma considerando che parla di penalizzazioni per una maggiore flessibilità, questa ipotesi sembra la più accreditata. E si fa nuova riferimento al piano di tagli per una più equa redistribuzione delle risorse economiche, nonché al ricalcolo contributivo. Ma andiamo con ordine.

Le novità già annunciate da Boeri per rivedere il sistema previdenziale italiano sono note già da tempo ma in questo quadro di attuale e sempre continua discussione della questione pensioni, le sue parole apparse su repubblica.it arrivano a chiarire le tantissime ultime notizie trapelate. Il presidente dell’Inps innanzitutto ribadisce che già dal prossimo mese di giugno l’Inps vuole “realizzare un’operazione socialmente importante. Pagare tutte le prestazioni, dalle pensioni alle indennità di accompagnamento, il primo di ogni mese e non più come adesso in date differenti in relazione alla prestazione e al fondo di gestione”.

Boeri precisa che si tratta del “primo passo verso l’unificazione delle pensioni”. Altra novità in arrivo è il reddito minimo per gli over 55. Si tratterà cioè di definire le modalità di erogazione di quell’assegno universale di cui si è tanto parlato in queste ultime settimane, che dovrebbe interessare, almeno inizialmente, solo una determinata fascia di persone, quelle che hanno un’età di 55-65 anni che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione e che rischiano di diventare un nuovo caso sociale perchè “progressivamente in condizioni di povertà”.

Sostegno e forme di tutela a fasce più a rischio insieme, però, ad una maggiore flessibilità: Boeri già qualche tempo fa si era detto favorevole a concedere forme di prepensionamento a chi desiderasse lasciare prima il lavoro, a patto che accettasse di percepire assegni mensili ridotti. E durante l’intervista ribadisce questa posizione:  sì alle uscite anticipate ma “ovviamente con effetti sull’assegno pensionistico” e sulla possibilità di ricalcolo contributivo delle pensioni in parte risultate dal vecchio sistema retributivo, il presidente dell’Inps chiarisce che tale operazione riguarderà esclusivamente “le pensioni alte, molto alte. Non per fare cassa ma per ragioni di equità”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il