Fincantieri: se il Governo non investirà potremmo andare in Borsa. Servono soldi per strutture

Fincantieri a piazza Affari? Forse



Fincantieri a piazza Affari? Forse. "Dobbiamo - spiega l'amministratore delegato Giuseppe Bono intervistato dal Sole 24 Ore - investire 800 milioni entro cinque anni per migliorare i cantieri in Italia, potenziare la ricerca, fare acquisizioni all'estero. Il cash flow può coprire solo una parte degli impegni. Il resto, tre o quattrocento milioni, dovrebbe venire dall'azionista con un aumento di capitale, se non vogliamo indebitarci. Ma se l'azionista non può darci queste risorse, possiamo chiederle al mercato, con la quotazione".

In effetti debiti la società non ne ha, nel 2006 la posizione finanziaria netta sarebbe positiva, mentre l'utile di quest'anno confermerebbe il dato del 2005, pari a 51 milioni di euro, per cui sarebbe molto appetibile sul mercato. Attualmente è controllata al 98,79% da Fintecna (società nata nel 1993 col compito di ristrutturare e privatizzare le attività dei settori delle costruzioni, dell'ingegneria civile che facevano capo all'Iri. Attualmente Fintecna oltre a Fincantieri controlla Tirrenia, Stretto di Messina, Veneta Traforo e diverse immobiliari).

I soldi della quotazione andrebbero per "più di un terzo nei cantieri italiani. Poi la ricerca e l'informatica. Infine, un terzo della somma è previsto per acquisizioni all'estero". Recentemente la società ha acquisito i cantieri di riparazione e manutenzione navale di Brema e sta trattando una ulteriore acquisizione alle Bahamas. "Solo con una presenza diretta - spiega Bono - nei mari con traffico elevato si possono prendere commesse".

Prossimo progetti "l'oriente e l'Europa dell'est", mentre "nel militare guardiamo agli Stati Uniti, dopo l'acquisizione di un cantiere in gara per il programma Lcs della marina americana". Proprio ieri la società ha reso noto di un accordo con il cantiere turco Rmk di Tuzla (Istambul), che ha vinto il bando per la costruzione di quattro pattugliatori per la guardia costiera locale. Fincantieri partecipa con 110 milioni di euro e il progetto prevede anche il supporto logistico e l’addestramento degli equipaggi e del personale del cantiere che realizzerà le quattro navi entro la fine del 2011. Si tratta dei modelli Orione e Sirio, già realizzati da Fincantieri per la marina italiana nel 2003 e realizzati in Liguria.

"Siamo particolarmente soddisfatti", ha commentato Bono, registrando un passo avanti per "ritornare protagonisti sui mercati internazionali con le nostre produzioni militari", e le buone "prospettive di crescita in un’area geografica emergente e in forte sviluppo".

Sempre in tema, l'ad di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini ha fatto sapere che Ansaldo Energia potrebbe andare in borsa ma "occorre trovare il momento opportuno". Insomma, giornata di poche certezze per le ipo del comparto tecnologico e militare. In ogni caso Guarguaglini ha confermato il trend di esposizione crescente sul mercato internazionale: nel 2008 il fatturato sarà solo al 40% italiano, il resto diviso tra Regno unito, resto d'Europa, Usa e resto del mondo.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il