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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: la verità, la prima prova tra venti giorni quota 100, mini pensione, contributivo

Dal prossimo mese di maggio dovrebbe debuttare la busta arancione. Quali conseguenze su interventi riforma pensioni e cosa potrebbe davvero cambiare?




Mentre l’Ue continua a dirsi contraria a interventi sulla riforma pensioni Fornero, prime novità potrebbero arrivare già tra tre settimane, precisamente con l’arrivo del mese di maggio che potrebbe vedere il debutto della busta arancione. Si parla da anni di questa novità ma ancora si attende e il prossimo mese potrebbe essere quello decisivo e il via alla busta arancione potrebbe avere diverse conseguenze sugli altri interventi pensionistici paventati, come i piani di uscita anticipata per tutti con quota 100, prestito pensionistico o mini pensione e sistema contributivo per tutti.

L’effetto della busta arancione, come sostegno alcuni esperti, potrebbe essere esplosivo, perchè rivelerebbe quelle situazioni negative cui vanno incontro le pensioni future. La busta arancione permette, infatti, a tutti i lavoratori di conoscere il proprio futuro pensionistico e sapere quando potranno andare in pensione e quanto percepiranno al mese, il che non è proprio un aspetto positivo perché si evidenzierebbe l’aumento costante dell’età di uscita dal lavoro e le pensioni grame che i futuri pensionati, giovani lavoratori e precari di oggi, riceverebbero.

Ed è proprio questo aspetto che innescherebbe nuove richieste di interventi immediati volti a rendere più flessibili i requisiti pensionistici imposti dalla legge Fornero. Un giovane 30enne che inizia infatti a lavorare oggi potrebbe scoprire che per andare in pensione dovrà raggiungere i 70 anni di età, una soglia decisamente troppo alta, soprattutto rapportata ad alcune tipologie di lavori. Questo il motivo per cui il prossimo mese potrebbe essere cruciale anche per la definizione di interventi sempre più necessari sulla legge Fornero.

Alzare così tanto i requisiti di accesso alla pensione non avrebbe effetti negativi solo sui lavoratori che dovrebbero lasciare  il lavoro sempre più tardi ma anche su un’occupazione che stenterebbe a risollevarsi a causa dell’esile turn over generazionale, il che pone due questioni importanti da affrontare: come permettere uscite anticipata senza intaccare i conti pubblici e come sbloccare la situazione lavorato riva oggi allarmante in Italia, soprattutto per i giovani. Se, dunque, passa effettivamente la busta arancione sarà una prima conferma che si possono fare davvero gli interventi indicati da boeri, altrimenti c'è il dubbio che ancora una volta si tratti solo di una serie di annunci e promesse che resteranno solo tali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il