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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità legge con errore incredibile che mina la fiducia già in calo

Dopo caso esodati e questione quota 96 della scuola un nuovo errore del governo Renzi potrebbe gravare sulla situazione pensioni: cosa prevede, novità e ultime notizie




Prima gli errori di formulazione contenuti nella riforma pensioni Fornero e che hanno portato alla nascita dei casi di esodati e quota 96 della scuola, poi il paradosso della cancellazione delle penalizzazioni per chi vuole andare in pensione prima ma solo fino al 2017 per poi ritornare a calcolare le decurtazioni sugli assegni finali oggi previsti dalla legge Fornero, il silenzio, ancora, sulla proroga dell’opzione contributivo donna ed ora l’ennesima novità che certo non alimenta le speranze e la fiducia nei confronti del buon operato del governo Renzi.

Le ultime notizie riportano, infatti, un nuovo errore contenuto nel teso del ddl lavoro: il decreto prevederebbe, infatti, una clausola di salvaguardia consistente in un contributo aggiuntivo di solidarietà a carico di imprese e lavoratori autonomi pensato per coprire l’eventuale costo in più che potrebbe richiedere il passaggio dei contratti precari ai contratti unici a tutele crescenti a tempo indeterminato, come stabilito dal decreto attuativo della nuova riforma del Lavoro.

La clausola di salvaguardia dipende dal timore che le risorse economiche stanziate dal governo per la stabilizzazione dei precari con i nuovi contratti unici a tempo indeterminato non bastino per sostenere questa novità in a tutte le imprese che volessero assumere. E così, la Ragioneria avrebbe chiesto un contributo aggiuntivo di solidarietà a favore delle gestioni previdenziali a carico dei datori di lavoro del settore privato e dei lavoratori autonomi.

Si tratta di una norma che, come facilmente prevedibile, non ha mancato si suscitare in poco tempo reazioni negative e polemiche, anche se il ministro Poletti ha smentito questa possibilità. Se così fosse effettivamente è chiaro che la novità dei contratti a tempo indeterminato non verrebbe applicata così come stimato e non produrrebbe quell’effetto al rialzo dell’occupazione, obiettivo del governo Renzi, mantenendo a lavoro impiegati sempre più anziani, bloccando dunque turn over generazionale a lavoro, non permettendo l’ingresso di nuovi giovani nel mondo occupazionale e penalizzando i più anziani che invece vorrebbero andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il