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730 2015 precompilato istruzioni, problemi, assistenza, spesometro 2015 nuova scadenza: oggi giovedì novità Governo Renzi

Debutta domani il nuovo modello 730 precompilato; il prossimo 22 aprile nuova scadenza presentazione dello speometro 2015 e probabile analisi più approfondita dei conti correnti bancari: le novità del governo Renzi contro l’evasione fiscale




Cambiano da quest’anno i sistemi di dichiarazione dei redditi e di controllo contro l’evasione fiscale e già da domani debuttano le prime novità con i primi invii da parte dell’Agenzia delle Entrate del nuovo modello 730 precompilato. Circa 20 milioni di contribuenti in tutto, tra pensionati, lavoratori dipendenti e assimilati, riceveranno in via telematica la propria dichiarazione dei redditi che potrà essere scaricata e visualizzata direttamente online tramite il sito stesso dell’Agenzia delle Entrate. Per accedere alla sezione Fisconline bisognerà inserire le proprie credenziali e lo specifico pin.

Il 730 precompilato contiene dati e informazioni necessarie per definire la dichiarazione dei redditi dei contribuenti interessati, dai redditi da lavoro e pensione, alle spese per mutui, contratti d’affitto, sui premi assicurativi e contributi previdenziali, compravendite di immobili, tutte le altre informazioni che il Fisco già possiede all’interno delle sue banche dati, dati risultanti dalla dichiarazione dell’anno precedente, quanto abbiamo versato o quale credito non utilizzato ci riportiamo in dichiarazione quest’anno, informazioni inerenti le ristrutturazioni edilizie già inserite per il 2013 o per gli anni precedenti. E per completare la propria dichiarazione dei redditi lì dove mancassero informazioni e dati importanti basterà integrare il 730 precompilato ricevuto dall’Agenzia delle Entrate. Concluse le operazioni di modifica e integrazione, il 730 dovrà essere nuovamente inviato all’Agenzia delle Entrate dal primo maggio ed entro il 7 luglio.

Intanto, si avvicina la seconda scadenza di presentazione dello Spesometro 2015, fissata al prossimo 22 aprile e valida per i contribuenti che liquidano trimestralmente l’Iva, mentre il 30 aprile scade il termine di presentazione del modello per gli operatori finanziari che devono comunicare gli acquisti superiori a 3.600 euro pagati con bancomat o carte di credito. Esonerate dall’invio le P.A. e i commercianti al dettaglio e i tour operator per le fatture sotto i 3mila euro al netto dell'Iva. Anche in questo caso, come per i ritardatari della prima scadenza dello scorso 10 aprile, è prevista una sanzione amministrativa, comune per tutti che va da un minimo di euro 258,23 a euro 2065,83. Previsto anche il ravvedimento: dal ravvedimento breve, che scatta dal 14esimo giorno fino a 30 giorni successivi alla scadenza, con la sanzione ridotta a 1/10 del minimo; al ravvedimento lungo, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione, con una sanzione ridotta a 1/8 del minimo; e, dal primo gennaio 2015, è possibile anche ricorrere al ravvedimento entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione o dall'omissione/errore, con una sanzione ridotta a 1/9 del minimo; al ravvedimento biennale, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è commessa la violazione, o entro due anni dall'omissione/errore, con una sanzione ridotta a 1/7 del minimo.

Previsto anche il ravvedimento ultrabiennale che prevede una sanzione ridotta a 1/6 del minimo; e quello a seguito della consegna del Processo verbale di constatazione (PVC), con una sanzione pari a 1/5 del minimo. La sanzione deve essere versata contestualmente alla presentazione della dichiarazione  utilizzando il modello F24 e il codice tributo 8911. Per rafforzare la lotta all’evasione fiscale, diventano inoltre più capillari e profondi i controlli bancari, come annunciato dal direttore delle Entrate Orlandi.
Sulla necessità di un'analisi dei conti correnti bancari, la Orlandi ha spiegato: “L'abbiamo sempre chiesta e adesso è possibile fare un'analisi dei casi segnalati come a rischio di evasione, ma al momento è escluso l'uso massivo. È quello che ci servirebbe, ma il pacchetto promesso è fermo da due anni. L'ostacolo al momento è costituito dalla tutela della privacy: ma chi la invoca dimentica che tutti i dati sono elaborati dalla Sogei, un fortino informatico a prova di intrusione”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il