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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, mini pensione, staffetta cresce differenza tra proposte e realtà

Al governo forse manca ancora il coraggio di intervenire sulla riforma pensioni Fornero: tante le proposte ben definite e gli annunci ma ancora nulla di fatto. Le novità




Intervenire sulla riforma pensioni Fornero con modifiche per renderla più flessibile ma anche con interventi che riescano a rendere il sistema previdenziale italiano più sostenibile ed equo per tutti: è ormai più di un anno che il governo Renzi discute cercando di raggiungere questi obiettivi con i migliori meccanismi possibili ma ad oggi ancora nulla è cambiato, ancora nulla di concreto è stato fatto, e si continua ancora a discutere. Si continua, infatti, a cercare di capire quale, tra i sistemi di uscita anticipata fin qui proposti, tra prestito pensionistico o mini pensione, uscita a quota 100 o staffetta generazionale sia il migliore da approvare, quale quello che intacchi meno i conti pubblici e i requisiti richiesti dalla legge Fornero attualmente.
 
E mentre ancora di discute, seppur sia stato più volte ribadito che in ogni caso di tratta di piani a costo zero che pur richiedendo l’impiego di risorse ulteriori inizialmente prevedono comunque una restituzione delle stesse da parte del lavoratore stesso, attraverso penalizzazioni o decurtazioni sugli assegni finali di chi decide di andare in pensione prima rispetto al limite attualmente fissato, si susseguono annunci di novità ed anche a breve.

Il ministro del Lavoro Poletti ha per esempio dichiarato che novità sulle pensioni potrebbero arrivare con la prossima Legge di Stabilità ma, in contraddizione con queste parole, il contenuto del nuovo Def, documento di economia e finanza che anticipa proprio gli interventi che saranno contenuti nella prossima Manovra, e che alle pensioni non fa alcun riferimento. Del resto, Ue e Ocse sono ancora contrarie a modificare la riforma pensioni attuali e molto di quello che effettivamente si potrà fare dipenderà dall’andamento economico del nostro Paese.

Se, però, come annunciato dal governo Renzi più volte, fosse reale l’intenzione di agire sulle pensioni, si potrebbe fare, considerando, come detto, i sistemi a costo zero ed altre eventuali strade da intraprendere per recuperare risorse economiche, dal ricalcolo contributivo di Boeri, al piano di tagli di pensioni di reversibilità, invalidità, guerra, baby pensioni, alla possibilità di uscita anticipata con sistema contributivo per tutti, che oltre a permettere prepensionamenti, permetterebbe anche allo Stato stesso di accumulare nuovi risparmi sul lungo periodo, risorse che potrebbero essere impiegato poi sempre nelle pensioni.

E’ chiaro dunque come gli annunci e le proposte di intervento sulle pensioni siano chiari e ben definiti ma la realtà ben diversa dalle parole: al governo serve ancora quel coraggio tale da spingere a intervenire su una legge che riesce a garantire ben 80 miliardi di euro di risparmi fino al 2021 e che si ha timore di modificare.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il