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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie negative con minoranza Pd che dopo divisione Renzi perde forza su pensioni

La minoranza Pd minaccia di dare battaglia al governo sull’Italicum: possibili fratture interne al Pd e conseguenze su interventi riforma pensioni




La discussione sulla riforma elettorale spacca il governo e la minoranza Pd minaccia di 'dare battaglia' al governo sull’Italicum ma il premier Renzi non cede, convinto che non avverrà mai effettivamente alcuna frantumazione come annunciato. Il peso della minoranza del Pd è tuttavia importante per l'approvazione delle diverse riforme strutturali al vaglio del governo Renzi. Esattamente come lo è per eventuali modifiche alla riforma pensioni Fornero.

Sembra, dunque, che si stia arrivando alla resa dei conti come per il ddl lavoro e anche in questo caso la minoranza Pd è fondamentale per apportare modifiche più di sinistra e radicali a favore dei lavoratori. In caso contrario gli interventi sulle pensioni sarebbero a rischio o comunque minimi, considerando la contrarietà ribadita dal ministro dell’Economia Padoan e dell’Ue, nonostante continuino a susseguirsi annunci e proposte. Insieme ai piani di uscita anticipata per tutti e ormai ben noti, a modificare le pensioni potrebbe innanzitutto arrivare quel piano di interventi su pensioni di reversibilità, di guerra, invalidità, baby pensioni, indispensabili per recuperare nuove risorse economiche.

Finora infatti sembra sia la mancanza di soldi l’ostacolo ad interventi concreti sulle pensioni, ma in realtà potrebbe essere l’intenzione del governo, ancora in forse, a complicare la strada di approvazione di novità. Se, infatti, il governo volesse davvero, riuscirebbe a recuperare le risorse necessarie o attraverso i piani di tagli o con i meccanismi stessi di maggiore flessibilità, considerando che ognuno di questi, da uscita anticipata con quota 100, prestito pensionistico, sistema contributivo prevede penalizzazioni e decurtazioni a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima.

Ciò significa che i soldi messi inizialmente in campo dallo Stato verrebbero recuperati certamente dopo attraverso trattenute sugli assegni finali dei lavoratori al raggiungimento della pensione normale. Per capire i prossimi sviluppi è necessario innanzitutto vedere come si evolveranno le situazioni da un punto di vista di coalizione politica e poi bisognerà trovare un compromesso per definire gli interventi più fattibili.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il