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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità sempre contro proposte seppur Ue apre ad alcuni interventi

La riforma pensioni è ostacolata dalle rigidità dell'Unione Europea. Si attendono novità positive dalla crescita economica del Paese.




C'è da convincere Bruxelles sull'indispensabilità della riforma pensioni Renzi. E non si tratta di un'impresa semplice. Come riferiscono le ultime notizie, tutte i tentativi sono andati a vuoto per via della fragilità dei conti pubblici italiani da una parte e per il tentativo di armonizzare i sistemi previdenziali europei dell'altra. Si spiega in questo modo il consenso che arriva dalla Commissione comunitaria alla possibile introduzione dell'assegno universale per i disoccupati in situazioni di bisogno. Si tratta di una soluzione che trova il consenso anche di Tito Boeri, nuovo presidente dell'Inps.

Il via libera dei Bruxelles è decisivo: non è un caso che con riferimento alla spesa pensionistica, non sono intervenute modifiche normative con effetti finanziari apprezzabili rispetto alle previsioni del Documento di economia e finanza dello scorso anno. Di positivo c'è che il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo la crescita per l'Italia, anche se resta fanalino di coda dell'Unione Europea. Il Paese crescerà quest'anno dello 0,5%, per poi accelerare all'1,1% nel 2015 (+0,3%). Le previsioni del Fmi sono più basse di quelle del governo. L'asticella della crescita, secondo quanto indicato nel Def 2015, è stata fissata allo 0,7%. Il prossimo anno, invece, il governo prevede una ripresa nell'ordine dell'1,4%. Le stime, ha sottolineato Padoan, sono "prudenti"

Il debito pubblico, dopo un lieve aumento per il 2015, riprenderà a scendere. Quest'anno si attesterà al 132,5% del Pil, per poi passare al 130,9% il prossimo anno, fino a scendere al 123,4% nel 2018. E infine, grazie alle nuove stime di crescita e alla minore spesa per interessi sul debito pubblico dovuta al calo dello spread, il governo stima un risparmio di sei miliardi di euro, pari allo 0,4% del Pil. Numeri che possono rappresentare la base per la riforma pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il