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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensione differenza realtà e proposte più forte

Cosa potrebbe realmente cambiare per le pensioni nei prossimi mesi dopo ultime proposte e annunci: le novità e le reali intenzioni del governo




Cambiano le regole per andare in pensione, aumentano i requisiti anagrafici e contributivi per lasciare il lavoro e sono tante le categorie di persone fortemente penalizzate dalle norme della riforma pensioni Fornero e le novità e ultime notizie si concentrano soprattutto sulla necessità di applicare modifiche alla legge pensionistica in vigore e di renderla più flessibile per tutti. C’è chi conferma che il governo sia a lavoro su questi interventi, come il ministro del Lavoro Poletti che ha ribadito che probabilmente nella prossima Legge di Stabilità potrebbero esserci novità pensioni, ma c’è anche chi smentisce.

Il viceministro all’Economia Morando, infatti, ha spento l’entusiasmo di tutti coloro che auspicano modifiche dichiarando che al momento nell’agenda di governo non vi sono allo studio interventi pensionistici, né tanto meno nella prossima Manovra sono previste misure nuove. Eppure, il sottosegretario all’Economia Baretta insiste perché il governo punti ad una maggiore flessibilità pensionistica per tutti, sostenendo anche l’applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate. Proprio ieri, in Parlamento, il ministro Poletti ha chiarito che non saranno applicati interventi sulle pensioni medio-basse, di 2mila euro, ma se si agirà lo si farà esclusivamente sulle ricche pensioni.

Per il resto, l’attenzione si concentra su quei sistemi di uscita anticipata che ormai da oltre un anno dividono i partiti, da quota 100, proposta da Cesare Damiano, sostenuta dalla Lega e dai sindacati, ma probabilmente l’ipotesi sui cui potrebbe puntare il presidente dell’Inps Boeri per approvare uscite anticipare; staffetta generazionale e passaggio da impiego full time a lavoro part time; e pensione anticipata con prestito pensionistico, come proposto dal ministro Poletti.

Fino a qualche tempo fa era considerata l’ipotesi di uscita flessibile più fattibile, considerando che non richiederebbe risorse aggiuntive, visto che prevede l’erogazione di un anticipo sulla pensione finale che poi dovrebbe essere restituito dal lavoratore stesso una volta maturati i normali requisiti richiesti, e non modifica età e contributi della legge Fornero. Eppure in ogni caso, si temporeggia: la situazione e le proposte sembrano essere ben chiare e definite, gli annunci di modifiche possibili si susseguono, eppure ancora non si fa nulla e ancora si discute.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il