Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità da convegno previdenza e Parlamento per contributivo, quota 100, prestito

Quali indicazioni per la riforma pensioni dalla presentazione dello studio particolareggiato sullo stato della previdenza in Italia?

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Quali conclusione trarre per la riforma pensioni Renzi dalla presentazione del secondo rapporto sul "Bilancio del sistema previdenziale italiano". Fino a che punto novità e ultime notizie contenute nello studio sono utili per assicurare una vera svolta? Innanzitutto è arrivata l'ennesima conferma della difficoltà a rinunciare a un sistema di disposizioni sulla previdenza, quelli della legge Fornero, che da qui al 2060 sono in grado di assicurare 300 miliardi di euro di risparmi. Una cifra considerevole alla luce dei 25,360 miliardi di euro di disavanzo di gestione raggiunto nel 2013. Tuttavia occorre fare i conti anche con le emergenze sociali.

La platea dei politici presenti alla presentazione del rapporto è stata composta anche da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, che nel suo intervento ha legato le rigidità della legge Fornero alla disoccupazione giovanile di oggi e dunque alla povertà di domani; Lello Di Gioia, presidente della Commissione Bicamerale di controllo Enti Previdenziali, secondo cui è necessario rendere obbligatoria l'adesione ai fondi pensione e ne ha rimandato la discussione in un imminente incontro tra il governo e il presidente dell'Inps Tito Boeri; Pierpaolo Baretta, sottosegretario al Ministero dell'Economia, pubblicamente favorevole a rendere più flessibile il sistema previdenziale italiano.

In parallelo, lo studio presentato alla Camera dei deputati da Alberto Brambilla, presidente dell'associazione Itinerari previdenziali e già presidente del soppresso Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale del Ministero del Lavoro, ha evidenziato come le pensioni calcolate con il metodo retributivo ovvero sulla base dello stipendio medio percepito negli ultimi anni dell'attività lavorativa, siano state penalizzate con interventi di blocco della indicizzazione ai prezzi e l'imposizione di contributi di solidarietà introdotti con l'ultima legge di stabilità approvata con il governo Letta e mantenuti anche con la manovra dell'esecutivo Renzi.

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di Marianna Quatraro pubblicato il