Aperto l'anno giudiziario 2007: richieste riforme profonde

Inaugurato a Roma, a Palazzo Giustizia, l'anno giudiziario



"C'è fiducia nel Governo e nel Parlamento affinchè portino a conclusione quelle riforme, anche profonde, ma ormai improcrastinabili, perché il servizio giustizia risponda più adeguatamente alle esigenze di una società moderna". Lo ha detto Gaetano Nicastro, presidente della Corte di Cassazione in occasione dell'occasione della anno giudiziario 2007.

"La comprensione delle condizioni in cui opera la magistratura e delle conseguenti disfunzioni non può prescindere dall'analisi di alcuni dati statistici - ha proseguito Nicastro che ha fornito i numeri del contenzioso civile nel periodo 1 luglio 2005 - 30 giugno 2006: vi è una lieve diminuzione dei procedimenti introdotti dinanzi ai Giudici di pace (- 4,4%, essendo sopravvenuti 1.473.926 procedimenti rispetto ai 1.542.239 del precedente periodo), ed ai tribunali (2.560.490, con una diminuzione del 2,8% in primo grado; un aumento si riscontra, viceversa, nei giudizi di primo grado presso le corti di appello (25.521 procedimenti, con un aumento di ben 69,3%), cui corrisponde una diminuzione del 3,5% in secondo grado (123.091 sopravvenienze rispetto a 127.528 dell'anno precedente).

In calo i procedimenti penali dinanzi il Giudice di pace, passati da 218.961 a 205.372 (16,7%), anche per effetto delle depenalizzazioni, e della lieve riduzione avvertita per i tribunali per i minorenni e per i tribunali ordinari in primo grado che compensa l'aumento dei giudizi di appello. Per Nicastro questi dati "non consentono per la loro stessa limitatezza, alcuna conclusione sociologica, salvo l'eventuale conferma che si potrà avere negli anni successivi".

La giacenza media presso tutti gli uffici si attesta tra i 300 ed i 400 giorni, con un picco di 630 giorni per il rito collegiale presso i tribunali (termini cui vanno aggiunti quelli necessari per le indagini ed i vari provvedimenti che precedono il giudizio), e di 603 giorni per le corti di appello; il termine è invece di 426 giorni per le corti di assise e di 242 giorni per le corti di assise di appello.

Il presidente della Cassazione si è espresso anche sulla legittimità interrompere il trattamento terapeutico nei malati terminali. "Appare - ha detto - indispensabile ed urgente un intervento del legislatore che affronti e chiarisca i gravi problemi che sempre più frequentemente si presentano al giurista ed al medico".

Il ministro della giustizia, Clemente Mastella, ha invece ribadito la propria intenzione a "ridurre i tempi massimi del processo comparato agli standards quinquennali imposti dalla nostra appartenenza all'Europa della Giustizia. La discesa in campo delle mie proposte non è né un libro dei sogni, né una stravagante utopia".

"Arrivare a processi che durino al massimo 5 anni si può - ha proseguito Mastella - se si accompagnano le riforme sui riti con lo sforzo di organizzazione delle strutture giudiziarie che ho proposto, centrato sull'Ufficio per il processo, la riqualificazione del personale amministrativo, il passaggio dell'informatizzazione da punte di eccellenza in realtà di nicchia, a quotidianità dei nostri Tribunali e delle nostre Corti. Si può, se realizzeremo le misure per l'abbattimento dell'arretrato che ho illustrato in Parlamento. Si può, se l'amministrazione riduce i costi inutili e qualifica la spesa, così recuperando la credibilità necessaria per esigere nuove e più importanti risorse su un obiettivo così vitale per l'intero Paese".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il