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730 2015 precompilato Agenzia Entrate e INPS: come fare e quando modifiche. Inserire detrazioni spese, dati, compilare e cambiare

Al via la rivoluzione del nuovo 730 precompilato 2015: come scaricare il modello, quali spese mancano e come e quando effettuare modifiche e integrazioni




“E’ una rivoluzione. Quest'anno solo un quarto dei contribuenti potrà disporre della precompilata già completa, siamo in una fase iniziale. Ma tra due anni ci saranno praticamente tutte le voci. Abbiamo capito che è necessario semplificare sempre di più, impedire l'evasione attraverso vincoli non serve, è necessario un cambiamento profondo. Il vantaggio è per i contribuenti, ma anche per noi, che possiamo così avere un quadro preciso e fare prevenzione”: così il direttore dell’Agenzia delle Entrate Orlandi ha annunciato l’avvio del nuovo modello 730 precompilato che le stesse Entrate hanno iniziato ad inviare esclusivamente online a circa 20 milioni di contribuenti.

Lavoratori dipendenti e pensionati possono dunque scaricare la propria dichiarazione dei redditi precompilata, tramite sito delle Entrate o anche sito Inps, e visualizzarla. La maggior parte dei contribuenti dovrà certamente procedere a modifiche o integrazioni di dati nel modello, considerando che alcuni non sono stati direttamente ripostati, come le spese sostenute per l’istruzione dei figli o le spese sanitarie. Ma per modificare o integrare il modello ricevuto online bisognerà aspettare il primo maggio. Solo da allora infatti si potrà procedere a correzioni, accedendo, sempre tramite sito, al modello telematico e ‘sfogliando’ le pagine fino al Quadro dove bisogna inserire informazioni o spese mancanti.

Nel Quadro E del modello devono essere inserite, per esempio, le spese per cui si richiedono detrazioni, e rappresentano certamente la più corposa delle spese che non sono state integrate, dalle spese per l’istruzione dei figli, che comprendono spese sostenute per asili nido, corsi di istruzione secondaria, per l’università, master, corsi di specializzazione, soggiorni all’estero, con un limite massimo di 632 euro per ogni figlio; spese sostenute per gli interessi passivi sui mutui sull’abitazione principale, il cui limite massimo è stato fissato a 4mila euro per coniuge; gli interessi passivi sui mutui contratti per abitazioni diverse da quella principale a condizione che siano stati accesi prima del 1997 e per cui la soglia massima scende a 2.065,83 euro; spese per i canoni di locazione; spese veterinarie, nella misura del 19%, e spese mediche; spese per attività sportive.

E ancora, si possono detrarre anche le spese per i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e facoltativi deducibili dal reddito imponibile ai fini Irpef; e per i contributi previdenziali ed assistenziali per il riscatto degli anni di laurea, nonché per le assicurazioni; per le erogazioni liberali per alcuni enti e Onlus , o partiti politici, università o enti di ricerca.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il