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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma di questa settimana. Un dibattito quasi scontro da cui si attendono atti concreti

Ancora piuttosto confusa la situazione sulla questione pensioni: le novità e ultime notizie sono piuttosto contraddittorie. Quali i reali interventi sulla riforma pensioni Fornero al vaglio?




Decisamente aperto il dibattito sulla questione previdenziale, trascorso un altro mese in cui nulla di concreto è stato fatto, molti attendono le prossime elezioni regionali di maggio, fondamentali per capire il futuro del governo Renzi e delle opposizioni, in particolare della Lega che in queste ultime settimane ha giocato molto sulla riforma pensioni. Intanto, continuano interventi di conferme e smentite di modifiche alla riforma pensioni Fornero, alimentando le speranze di coloro che attendono novità, che potrebbero vedere messi in atto soprattutto interventi negativi, come tagli a pensioni di reversibilità, invalidità, di guerra, baby pensioni, o solo circoscritti a determinate fasce di persone, come l’assegno universale, annunciato da Boeri per giugno, quasi certo ormai dopo essere stato appoggiato anche dall’Ue, ma che sarà destinato solo agli over 55 che potrebbero ritrovarsi in condizioni di difficoltà.

Nonostante la situazione ancora confusa, certamente la settimana appena conclusa ha dimostrato ancora una volta la forza del premier Renzi nel cammino di attuazione delle sue riforme, considerando la battaglia che si è scatenata sull’Italicum, la minaccia della minoranza Pd e la fermezza con cui Renzi ha comunque deciso di andare avanti. Ciò significa che la minoranza non ha poi così tanto potere di parola e questo potrebbe avere ripercussioni anche su interventi eventuali sulla riforma pensioni. Nonostante il suo atteggiamento, il premier continua a non intervenire in maniera diretta sulla questione pensioni ma lo fa attraverso terzi, da Boeri al nuovo commissario per la spending review Gutgeld, già suo consigliere economico, favorevole a novità pensionistiche e sulla necessità di convincere l’Ue che eventuali modifiche sarebbero vantaggiose.

La collaborazione Boeri-Gutgeld, nonostante le ultime giornate di caos, sembra puntare sugli stessi obiettivi e tanto sono definiti gli interventi, annunciati dal presidente dell’Inps proprio questa settimana, da reddito minimo per gli over 55 a ricalcolo contributivo, uscita flessibile con decurtazioni degli assegni finali, che esponenti sia del Pd che di Forza Italia hanno invitato Boeri a riferire in Parlamento. Ma la prova del nove arriverà tra qualche settimana, vale a dire il prossimo mese di maggio, quando capiremo se Boeri darà il via concretamente all’invio della busta arancione, prova che servirà per comprendere se Boeri ha piena decisione di attuare i suoi interventi, se le forze politiche glielo permetteranno, e se le promesse da lui annunciate vengono mantenute effettivamente o restano solo annunci come accaduto finora.

Del resto, finora qualsiasi decisione si è sempre presa fuori dal Parlamento, ricorrendo ai tribunali, basta pensare alla bocciatura della Corte Costituzionale del referendum abrogativo della Legga sulla riforma pensioni Fornero, o all’ultima sentenza della Cassazione secondo cui, in caso di divorzi e separazioni, se uno dei due coniugi si rifò una vita non avrebbe più diritto all’assegno di mantenimento, stesso discorso che potrebbe essere esteso alle pensioni di reversibilità per i coniugi sopravvissuti. Senza dimenticare le ultime iniziative popolari e raccolte firme che puntano ancora una volta alla cancellazione della riforma pensioni Fornero.

Intanto, il ministro del Lavoro Poletti ha parla di nuovo in Parlamento, facendo riferimento soprattutto alle penalizzazioni sulle pensioni che colpirebbero solo quelle altissime come dice Gutgeld, e sull’opzione contributivo donna. Certo è che, dopo le ultime novità sulle clausole di salvaguardia imposte ad imprese e lavoratori al fine di mettere da parte risorse che potrebbero compensare l’eventuale mancanza di soldi per coprire il passaggio dei contratti precari in contratti a tempo indeterminato, è calata la fiducia nei confronti di Poletti.

E mentre si parla di interventi sulle pensioni in base alla ripresa economica, decisamente sbagliato, considerando che agire sulle pensioni potrebbe portare proprio ad una ripresa dell’occupazione e di conseguenza dell’economia stessa in generale, nei giorni scorsi a Roma si sono tenuti due convegni importanti sulle pensioni, in cui si è discusso, ancora, di necessità di una maggiore flessibilità in uscita per un turn over generazionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il