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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: interventi Baretta, Renzi, Padoan, Draghi, Gutgeld, Boeri

Da ministro Padoan a Mario Draghi, premier Renzi, presidente Boeri e non solo: interventi e posizioni su riforma pensioni ed eventuali novità




Il ministro dell’Economia Padoan continua fermamente ad essere contrario a modifiche alla riforma pensioni Fornero, continua a sostenere che non siano ancora maturi i tempi in Italia per un abbassamento per tutti dell’età pensionabile, e che è ancora necessario lasciare la legge pensionistica attuale così com’è. E conferma le dichiarazioni del viceministro Morando, secondo cui non ci sarà alcun intervento pensioni nella prossima Legge di Stabilità. Ma è piuttosto ottimista, come riportano le ultime notizie, sulle possibilità di crescita dell'Italia nonostante ci siano lievi differenze tra le proiezioni del Ffmi e del governo e spiega che la crescita nel 2015 sarà superiore alle aspettative.

Per il ministro Padoan è essenziale puntare sulle sfide per il cambiamento, per far tornare l’Italia alla sua competitività, facendola nuovamente diventare polo di attrazione per gli investimenti stranieri. Italia sulla strada della ripresa economica anche per il presidente della Bce, Mario Draghi, che ha confermato l’intenzione di continuare con il Qe fino a settembre 2016 o fino a quando l’inflazione sia avviata in modo sostenuto verso l’obiettivo di avvicinarsi al 2% (il mese scorso era a -0,1%). Il Qe andrà, quindi, avanti e potrebbe portare benefici anche per possibili modifiche delle pensioni, con un aumento continuo del Pil.

A sostenere, invece, la necessità di intervenire sulle pensioni, tanto sui piani flessibili che sull’introduzione del prelievo di solidarietà, è stato il sottosegretario dell’Economia, Pier Paolo Baretta, che ha spiegato come, per permettere l’ingresso nel mondo del lavoro ai giovani, è necessario permettere possibilità di uscite anticipate ai lavoratori più anziani, anche se ben consapevole della necessità di risorse economiche da adottare. E’, tuttavia, convinto del fatto che, volendo, di tratta di soldi che potrebbero essere reperiti da altri interventi.

Continua a tacere, invece, sulle pensioni il premier Renzi che non si pronuncia in alcun modo sulla questione previdenziale in maniera diretta ed esplicita ma che mostra le sue intenzioni sostenendo i piani del presidente dell’Inps Boeri e del commissario della spending review Gutgeld, dal premier stesso, tra l’altro, fortemente voluti nei loro ruoli. Gutgeld, intanto, apre ad una maggiore flessibilità per pensioni, ritenendo ‘buona’ l'idea del ministro del Lavoro Poletti di intervenire sulla riforma pensioni Fornero con uscite anticipate e conseguenti riduzioni dell'assegno finale.

Gutgeld ritiene, inoltre, che “più che riformare la Fornero si tratta di utilizzare il metodo contributivo, che è l'essenza e la forza di quella legge, per consentire più flessibilità. Lo spazio c'è: la Fornero ci permette una sostenibilità del sistema pensionistico che nessun altro grande paese ha in Europa e dunque consentire una flessibilità contabile è un'idea interessante da perseguire. Ma ci vuole tempo” ed è necessario convincere l’Ue per mettere in atto questo piano.

Dello stesso parere il presidente dell’Inps Boeri che innanzitutto punta a far capire all’Ue come eventuali modifiche alla riforma Fornero potrebbero essere vantaggiose per l’Italia, in termini occupazionali ma anche di risparmi. Intanto ha annunciato novità dal primo maggio, con il debutto della busta arancione per tutti, e a giugno, con la presentazione della proposta che dovrebbe contenere il reddito minimo per gli over 55.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il