Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: numerose proposte attuali portate avanti seppur contro Costituzione

Prelievo di solidarietà e ricalcolo contributivo di Tito Boeri anticostituzionali: diverse sentenze lo hanno già ribadito. Come recuperare dunque risorse. Novità e ultime notizie

Pensioni Governo Renzi riforma ultime no


Se la discussione sulla questione previdenziale continua ad essere piuttosto accesa e continuano a susseguirsi incessantemente proposte di modifica alla riforma pensioni attuale e nuovi ddl, tra le novità e ultime notizie anche proposte che, per quanto utili, volte soprattutto a recuperare quei soldi che servirebbero per mettere effettivamente in pratica interventi pensionistici, sono anti costituzionali, a partire dal ricalcolo contributivo proposto dal presidente dell’Inps Boeri. Si tratterebbe, infatti, di applicare quel prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro che già era stato dichiarato illegittimo dalla Consulta e per cui si attende, di nuovo, una sentenza della Corte Costituzionale.

E potrebbe essere contro la Costituzione anche l’assegno universale così come formulato, val a dire esclusivamente per determinate fasce di persone. Questo rischierebbe di creare discriminazioni. Sono questi i motivi per cui in questi ultimi giorni si ribadisce il fatto che gli interventi messi a punto da Boeri non tengono in realtà conto della Costituzione nè tanto meno delle sentenze della Corte Costituzionale, che con considera ‘la pensione come salario differito’ e invita da tempo il governo a ‘istituire un adeguato meccanismo che garantisca le pensioni al reale mutamento del costo della vita nel proseguo degli anni’. Secondo la Corte, inoltre, ‘la pensione deve essere idonea ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa’.

Tornando al prelievo contributivo, è stato più volte ribadito da diverse sentenze che il sistema contributivo non può essere eticamente accettabile perché ‘non osserva il principio di equità e genera un probabile contenzioso giuridico, perché il diritto derivante dalla maggiore anzianità non può sostanziarsi nel diritto a ricevere una pensione più bassa’.  Ed ecco chiara la spiegazione per cui anche il ricalcolo contributivo potrebbe essere ancora respinto. La riduzione delle pensioni retributive più elevate non sarebbe, dunque, una misura per garantire maggiore equità, anche perché si tratta di pensioni che seguono comunque calcoli in basse alla legge allora in vigore, per cui si tratterebbe di una violazione arbitraria delle stesse.

Stesso discorso vale per un taglio alle pensioni in generale. La strada per recuperare risorse per ulteriori interventi pensionistici, come indicato dalla Costituzione stessa, potrebbe invece essere quella della progressività dell’imposta sul reddito, senza andare a colpire esclusivamente pensioni e i cosiddetti ‘benestanti’ ormai a riposo.

Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il