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Pensioni Governo riforma ultime notizie: nuovi dll proseguono senza sosta essere depositati con quota 100, prestito, mini pensioni

Piano flessibile sulle pensioni di nuovo in Parlamento e ancora nuove proposte per modificare la riforma pensioni: quali le idee e le novità




Qualche giorno fa in Parlamento si è tornati a discutere del piano flessibile pensionistico tra uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazione e uscita a quota 100 proposte da Cesare Damiano, piani di uscita flessibile che, pur ostacolati dall’Ue e dal ministro dell’Economia Padoan, continuano ad essere al centro del dibattito politico insieme ad altri sistemi come prestito pensionistico, staffetta generazionale e part time a debutto dell’assegno universale che dovrebbe essere ormai certo, pronto ad arrivare a giugno, come annunciato dal presidente dell’Inps Boeri. Ma sono anche tante le novità e le ultime notizie della settimana sulla riforma pensioni Renzi.

Dalla nuova proposta di incentivare i versamenti volontari, di rendere più conveniente il riscatto degli anni della laurea e allargare la totalizzazione a tutti i versamenti; alla richiesta di Sel al governo di definire con precisione la platea di lavoratori con contributi silenti, persone che hanno versato all'Inps per anni senza maturare il requisito contributivo per la pensione di vecchiaia, per cui servono almeno 20 anni di contributi; alla nuova proposta della Lega di pensione con 35 anni di contributi e di un importo fisso di 800 euro al mese per 14 mensilità, che diventano mille euro con 40 anni di contributi, novità che riguarda tutti i neo lavoratori e coloro che hanno meno di 10 anni di anzianità di servizio che potranno raggiungere una pensione con 35 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, percependo 800 euro al mese per 14 mensilità.

A queste novità si affianca il piano di interventi messo a punto dal presidente dell’Inps Boeri, dall’assegno universale per gli over 55, al ricalcolo contributivo, ad una maggiore flessibilità con riduzioni sulle pensioni finali. Particolarmente appoggiata poi da diverse forze politiche e dai sindacati, l’uscita con quota 100, secondo lo schema proposto da Cesare Damiano, come somma di età anagrafica e contributiva a partire dai 60 anni di età, e quello nuovo avanzato dall’onorevole della Lega Prataviera, che prevede il raggiungimento minimo o di 35 anni di contributi o di 58 anni di età, senza dimenticare la proposta della Gnecchi sulla possibilità di cumulare il riscatto dei periodi corrispondenti all’assenza facoltativa dal lavoro per maternità con il riscatto degli anni di laurea, secondo condizioni stabilite dall’Inps.

Continuano, dunque, ad arrivare senza sosta piani di intervento sulla riforma pensioni attuale ma resta sempre da superare lo scoglio, come più volte ribadito, della mancanza di risorse economiche necessarie. Per l’attuazione di ognuna della novità proposte servirebbero infatti coperture che il governo dichiara da sempre di non avere. Anche se poi la realtà sarebbe ben diversa, considerando che, volendo effettivamente agire sulle pensioni, i soldi necessari potrebbero essere recuperati da tagli ed eventuale ricalcolo contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il