Rupert Murdoch: basta acquisizioni, le sue nuove strategie per far decollare i profitti Internet

E' stato il 2005 l'anno in cui le borse della spesa di Rupert Murdoch, nel settore internet, si sono gonfiate di più



E' stato il 2005 l'anno in cui le borse della spesa di Rupert Murdoch, nel settore internet, si sono gonfiate di più: tra siti, principalmente MySpace, e acquisizioni, il suo portafoglio si è alleggerito di 1,3 miliardi di dollari. Se la parte del social l'aveva coperta con MySpace e con la sua società madre (Intermix Media), sempre lo stesso anno la sua società aveva acquisito anche il circuito Ign, specializzato in giochi online, e ancora Scout Media, che gestisce un network di testate sportive e rispettivi siti (circa 200): tutti, insomma, dedicati ai contenuti e all'entertainment.

Niente male per il magnate dell'editoria che fino a quel momento si era dedicato solo a carta stampata e video. Ma per Murdoch, sebbene con un po' di ritardo, l'avventura internet iniziava a tutto tondo e proprio, con buon intuito, dal social web.

D'accordo, probabilmente la pubblicità non sta dando i risultati sperati nelle sue declinazioni più classiche nell'internet di casa News Corp (ne parlavamo proprio la settimana scorsa, raccontando la rassegnazione di Peter Chernin, presidente del gruppo, a proposito dell'advertising nei video generati dagli utenti che non decolla). Eppure Murdoch ha una strategia ben precisa per sancire il suo passaggio definitivo allo status di Rupert 2.0.

Come racconta Forbes, la seconda ondata è pronta a essere cavalcata in casa News Corp. Un po' di dirigenti e di forza lavoro è arrivata a rinforzare la squadra internet e sta insegnando a Murdoch e agli altri storici dirigenti che, al momento, il punto non è "acquistare il prossimo sito di successo". No, sulla piazza al momento - e soprattutto dopo tutte le spese degli anni passati - non ci sono nuovi miracoli alla YouTube da acquisire, né per pochi né per molti dollari.

Semmai sta tutto nel marketing: se il video advertising nei siti user generated ancora non attecchisce, esistono mosse più semplici per incassare. Per esempio sfruttando la potenza della widgetisation, ovvero inserire pubblicità nei widget che ormai tutti vogliono all'interno del proprio blog o della propria pagina personale, anche di MySpace.

E soprattutto, per la prima volta da quando Murdoch si è messo a pensare all'internet, la sua squadra inizia a pensare di costruire in casa il prossimo successo del web. Lo fa con il suo ramo research and development, che però, almeno per ora, non pare avere in testa la ricetta magica.

Gli sforzi al momento sono più concentrati nel gestire e mantenere l'esistente: MySpace si lancia entro fine 2007 a raddoppiare i Paesi in cui sarà presente, primo tra tutti la Cina. E anche a difendere i suoi contenuti e i suoi utenti, come nel caso dei filtri per proteggere i minori online. Senza dimenticare tutto il business dei contenuti su cellulari: ma quella è un'altra partita. E per vedere un Murdoch 2.0 a pieno regime ci sarà da aspettare ancora un po'.


Eva Perasso

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il