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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità tanti dll depositati aggiunti quota 100, mini pensione,assegno

Assegno universale per determinate persone, piani di uscita anticipata con quota 100, nuove proposte Lega e novità versamenti contributi: le ultime notizie sulla riforma pensioni




Anticipare la possibilità di andare in pensione con sistemi di uscita flessibile sostenibili ma anche forme di sostegno per chi, alle soglie della pensione, rischia di ritrovarsi in grossa difficoltà: questi gli obiettivi del governo Renzi, pronto a modificare la riforma pensioni attuale anche se le novità e ultime notizie, nonostante ripropongano sempre nuove idee di intervento, non sono poi così incoraggianti. L’unica notizia positiva riguarda la quasi certezza ormai dell’arrivo, a giugno, della proposta dell’assegno universale seppur limitato da determinate persone.

Secondo quanto proposto, infatti, dal presidente dell’Inps Boeri, ma in piena condivisione con l’idea del ministro del Lavoro Poletti, questa forma di tutela dovrebbe essere garantita solo a coloro che hanno 55-65 anni e che quasi vicino alla pensione rischiano di perdere il lavoro, rischiando, di conseguenza, di diventare un nuovo caso sociale.

Se questa novità sembra certa, unica misura appoggiata tra l’altro dall’Ue, ancora è aperto il dibattito sui piani di uscita anticipata mentre continuano ad arrivare nuove proposte ed essere presentati nuovi ddl, tutti sempre volti a modificare il sistema pensionistico attuale.

Nuove proposte di uscite a quota 100 che si affiancano a quella di Damiano, come quella di Prataviera della Lega che prevede, per la quota 100, il raggiungimento minimo o di 35 anni di contributi o di 58 anni di età. E’ sempre della Lega, ereditato da Siri, il nuovo ddl depositato che prevede la possibilità di andare in pensione con 35 anni di contributi e percependo 800 euro al mese, fissi, per 14 mensilità, che salgono a mille euro con 40 anni di contributi, novità farebbe comodo soprattutto ai più giovani, che potranno raggiungere una pensione con 35 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, percependo 800 euro al mese per 14 mensilità.

Altra novità è la proposta avanzata dalla Gnecchi sulla possibilità di cumulare il riscatto dei periodi corrispondenti all’assenza facoltativa dal lavoro per maternità insieme al riscatto degli anni di laurea, novità che si pone in perfetta linea con la nuova proposta di incentivare i versamenti volontari, di rendere più conveniente il riscatto degli anni della laurea e allargare la totalizzazione a tutti i versamenti. A queste proposte di affianca la nuova richiesta di Sel al governo sulla esatta definizione dei lavoratori con contributi silenti, che hanno cioè versato all'Inps per anni contributi senza però raggiungere i 20 anni di contributi necessari per la pensione di vecchiaia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il