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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia Governo Renzi novità questa settimana tra atti concreti e dibattito che è uno scontro o quasi

La riforma pensioni Fornero continua ad essere al centro di dibattito politico e convegni: novità e ultime notizie della settimana




La riforma pensioni Fornero continua ad essere al centro di dibattito politico, convegni, riflessioni di forze sociali e lavoratori e l’obiettivo di tutti è quello di agire in funzione delle necessità dei lavoratori stessi e di quei pensionati fortemente penalizzati dalla nuova riforma pensioni. Nata in un contesto decisamente difficile, oggi merita di essere cambiata, senza però stravolgere l’impianto di una legge capace di garantire sostenibilità economica all’Italia.

E in virtù di questo si discute per mettere a punto i piani migliori capaci di rispendere alle esigenze e alle richieste di tutti, soddisfacendole. Cruciali le prossime elezioni amministrative e regionali di maggio, che faranno capire il futuro del governo Renzi e delle opposizioni, soprattutto della Lega che sta giocando molto sulle pensioni.

E mentre cresce l’attesa per capire cosa accadrà, continuano a susseguirsi interventi di esponenti politici che annunciano novità sulle pensioni, e smentite di altri, come il viceministro dell’Economia Morando, che invece ha dichiarato che al momento non ne sono previsti nell’agenda di governo. L’unica certezza riguarda il fatto che possibili interventi reali potrebbero essere negativi, dal piano di tagli e revisioni su pensioni di reversibilità, invalidità, di guerra, baby pensioni, a ricalcolo contributivo, all’assegno universale ma solo per coloro che hanno 55-65 anni.

Mancano i piani di uscita anticipata e flessibile richiesti da tutti ma sarà fondamentale in tal senso il ruolo di Boeri e Gutgeld. Entrambi scelti dal premier Renzi, rappresentano le personalità tramite cui Renzi ha intenzione di dimostrare la sua volontà di intervento sulle pensioni. Continua, infatti, a tacere in maniera diretta sulla questione, ma sostenendo le loro nomine e condividendo i loro piani, è chiaro come voglia continuare sulla strada di riforme annunciate anche per le pensioni, come del resto fatto finora con le altre riforme, senza ‘piegarsi’ alle minacce di nessuno, come ha dimostrato questa settimana in risposta alla posizione assunta dalla minoranza Pd sull’Italicum.

Ma Pd e Forza Italia invitano Boeri a riferire in Parlamento piuttosto che ‘apparire’ in qualsiasi momento con annunci di novità e piani di intervento. La vera prova del nove sarà a maggio quando dovrebbe essere inviata la busta arancione attesa da anni. Se Boeri procederà davvero a tale invio, significherà che ha appoggio politico e volontà per proseguire nella sua strada di interventi e che è in grado di far diventare realtà le sue promesse. In caso contrario, sarà ovvio che i suoi interventi devono comunque essere appoggiati da tutti e che se non accade per la busta arancione probabilmente non accadrà nemmeno per gli altri interventi annunciati, come il ricalcolo contributivo.

Proprio a causa degli ostacoli politici, finora le decisioni sono state prese sempre fuori da Parlamento, tra tribunali di competenza, Cassazione e Corte Costituzionale, ma ora è necessario che le azioni si spostino. E forse l’ultimo intervento del ministro Poletti in Parlamento potrebbe essere il primo passo. Qualche giorno fa, infatti, in Parlamento ha ripreso la discussione pensioni, le eventuali penalizzazioni sulle pensioni più elevate, e confermato l’intenzione di risposte necessarie sull’opzione contributivo donna. Indicazioni su possibili interventi futuri sulle pensioni sono arrivate anche dai due convegni che si sono tenuti qualche giorno fa a Roma e da cui è emersa la volontà di agire in maniera flessibile sulle pensioni per sostenere il ricambio generazionale a lavoro e, di conseguenza, l’economia.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il