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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie mini pensione, quota 100, assegno universale, prestito della settimana

Modifiche alla riforma pensioni Fornero tra ripresa economica e meccanismi di uscita anticipata: le novità dopo ultime proposte e situazione attuale




Parlare di modifiche flessibili alla riforma pensioni Fornero solo quando si sarà vista una ripresa economica in Italia, per molti, è sbaglio e controproducente, considerando che, come hanno dimostrato tanti, permettere piani di uscite anticipate non solo consentirebbe ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima ma darebbe anche nuova spinta al mercato al lavoro, attraverso il ricambio generazionale che favorirebbe l’ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani. E per eventuali piani sarà necessario vedere come andranno le prossime elezioni, per rendersi conto di fiducia e consenso che ancora ci sono nei confronti del governo Renzi.

Considerando, però, i diversi piani di uscita anticipata di cui si parla, da prestito pensionistico a uscita con quota 100, a staffetta generazionale e part time, puntano sul ritorno alle quote Cesare Damiano, che l’ha proposta, ma anche il presidente dell’Inps Boeri e vi apre anche il ministro del Lavoro Poletti, ma tra Boeri e Gutgel regna un’altra idea, il contributivo. Per il commissario alla spending review, “Più che riformare la Fornero si tratta di utilizzare il metodo contributivo, che è l’essenza e la forza di quella legge, per consentire più flessibilità. Ma a patto che si modifichino le regole europee. Lo spazio c’ è: la Fornero ci permette una sostenibilità del sistema pensionistico che nessun altro grande paese ha in Europa e dunque consentire una flessibilità contabile è un’ idea interessante da perseguire. Ma ci vuole tempo, bisogna strappare il sì di Bruxelles, dunque non bisogna creare troppe aspettative”.

E infatti Boeri e Gutgeld puntano innanzitutto a convincere l’Ue dei vantaggi che comporrebbe applicare piani di uscita flessibile per tutti. Tra le novità, arriva tuttavia anche una nuova proposta che prevede un maggior ricorso alla totalizzazione di tutti i periodi contributivi e versamenti volontari detassati, per aumentare l’ammontare contributivo versato dai lavoratori su base volontaria, da nuovi incentivi fiscali per i versamenti volontari, alla possibilità di una maggiore convenienza per chi decide di riscattare gli anni di laurea, all’estensione della totalizzazione a tutti i versamenti in modo che il lavoratore non perda nulla.

Si tratta di forme di incentivi che affiancate alle possibilità di una maggiore flessibilità in uscita contribuirebbero a rendere decisamente più equo e sostenibile il sistema previdenziale italiano. E’ l’ennesima novità che si affianca alle proposte di quota 100 e staffetta generazionale. Di ormai certa approvazione, invece, sembrerebbe l’assegno universale, su cui si dice d’accordo anche l’Ue, che il presidente Boeri dovrebbe presentare entro l’estate.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il