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730 2015 precompilato come fare, istruzioni e ravvedimento spesometro 2015, sanzioni e multe: novità e regole Governo Renzi

Nuovo 730 precompilato 2015 e nuovo termine di scadenza di presentazione del nuovo spesometro: come e cosa fare e sanzioni e ravvedimento in caso di ritardo di presentazione dello spesometro 2015




Al via il nuovo modello 730 precompilato 2015: da mercoledì 15 aprile infatti i contribuenti, tra pensionati e lavoratori dipendenti, possono scaricare direttamente online dal sito dell’Agenzia delle Entrate, o attraverso credenziali e pin del sito Inps, il proprio modello 730 precompilato. Al momento è possibile solo scaricarlo e visualizzarlo e, nel caso in cui fosse necessario apportare modifiche e integrazioni relative a spese e informazioni mancanti o errate, bisognerà aspettare il primo maggio per poterlo fare. La procedura online da seguire per scaricare la propria dichiarazione dei redditi precompilata dovrebbe essere piuttosto semplice, salvo lentezza di funzionamento ed eventuali difficoltà proposte dal sistema.

Bisogna, dunque, accedere alla sezione Fisconline dell’Agenzia inserendo password e pin d’accesso e ci si ritroverà dinanzi alla schermata che permette di scaricare il 730 precompilato. Una volta scaricato, pagina dopo pagina, si vedranno le schermate che riportano i propri dati fiscali, derivanti dall’incrocio di quelli in possesso di Agenzia delle Entrate, Inps, e Anagrafe Tributaria. Una volta visualizzato il modello, il consiglio è quello di segnare dati, spese e informazioni mancanti in modo da procedere subito alle integrazioni dal primo maggio. Una volta modificato e integrato, il 730 deve essere rimandato al Fisco entro il 7 luglio.

Intanto, il prossimo 22 aprile scade il secondo termine di presentazione dello spesometro 2015, scadenza valida per i contribuenti che liquidano trimestralmente l’Iva. Nessuna proroga prevista al momento. Ricordiamo che sono esenti dall’invio dello speometro le P.A., i commercianti al dettaglio e i tour operator per le fatture sotto i 3mila euro al netto dell'Iva. Il ritardo di presentazione dello spesometro 2015 prevede una sanzione amministrativa,  comune per tutti che va da un minimo di euro 258,23 a euro 2065,83. Ma è previsto anche il ravvedimento: dal ravvedimento breve, che scatta dal 14esimo giorno fino a 30 giorni successivi alla scadenza, con la sanzione ridotta a 1/10 del minimo; al ravvedimento lungo, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione, con una sanzione ridotta a 1/8 del minimo.

Dal primo gennaio 2015, si può ricorrere al ravvedimento entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione o dall'omissione/errore, con una sanzione ridotta a 1/9 del minimo; al ravvedimento biennale, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è commessa la violazione, o entro due anni dall'omissione/errore, con una sanzione ridotta a 1/7 del minimo;

Previsto anche il ravvedimento ultrabiennale, oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è commessa la violazione, o oltre due anni dall'omissione/errore, con una sanzione ridotta a 1/6 del minimo; e quello a seguito della consegna del Processo verbale di constatazione (PVC), con una sanzione pari a 1/5 del minimo. La sanzione deve essere versata contestualmente alla presentazione della dichiarazione  utilizzando il modello F24 e il codice tributo 8911.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il