Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità quota 100 con due leggi diverse. Per chi, come, cosa cambia

Andare in pensione anticipata con quota 100: le proposte e i sistemi di Damiano e Prataviera. Requisiti minimi da raggiungere per l’uscita dal lavoro: le novità

Pensioni donne, anzianità, uomini riform


Un piano di uscita flessibile che preveda o la possibilità di pensione anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni calcolate in percentuale rispetto all’anno di anticipo (rispetto ai 66 anni) in cui si decide di andare in pensione, fino ad un massimo dell’8%, o uscita anticipata a quota 100, risultato della somma di età anagrafica e contributiva: tornano a puntare nuovamente su queste possibilità le novità e ultime notizie sulle pensioni, tornate in questa settimana in discussione in Parlamento, dopo una prima seduta flash di qualche settimana fa che si era conclusa con un nulla di fatto.

Ma la strada del cambiamento della riforma pensioni Renzi sembra ormai intrapresa, seppur solo a parole, ed è necessario agire in maniera rapida perché le parole, gli annunci e le promesse si trasformino in realtà. Sono diverse le novità al vaglio, da reddito minimo per gli over 55, a sistemi di uscita flessibile per tutti, a piano di tagli per rendere il sistema previdenziale più equo e sostenibile, a ricalcolo contributivo per chi percepisce ricche pensioni, in parte ancora calcolate con vecchio sistema retributivo.

Sembra, tuttavia, che tra i piani proposti, uscita a 62 anni di età e 35 di contributi con penalizzazioni, uscita a quota 100, sistema contributivo per tutti, prestito pensionistico, staffetta generazionale e part time, il sistema di quota 100, proposto per primo da Cesare Damiano, sia particolarmente apprezzato, dalla Lega, dal sottosegretario all’Economia Baretta, dai sindacati, ma governo e Inps sembrano orientati su altre strade, innanzitutto, sull’approvazione dell’assegno universale, limitato a determinate fasce di persone, quindi su prestito pensionistico e staffetta generazionale che, a detta di molti, sarebbero fattibili perché non toccano età e contributi richiesti dall’attuale riforma pensioni.

Ma accanto al meccanismo di Damiano, che prevede che il lavoratore possa scegliere di andare in pensione a 60 anni di età e 40 di contributi., 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, si affianca anche la nuova proposta quota 100 di Prataviera, che prevede il raggiungimento minimo o di 35 anni di contributi o di 58 anni. Con questo sistema, quindi, si potrebbe scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il