BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi riforma: novità scontro si aggiunge a politica contro Mef, tra Boeri e partiti

Il governo non ci sta e dopo scontro con Mef per interventi su riforma pensioni nuovo scontro interno contro piani del presidente Boeri: le ultime notizie




Il governo non ci sta, e dopo lo scontro, ormai ben noto, tra Mef e governo su interventi sulla riforma pensioni Fornero, tra partiti politici pronti a presentare sempre nuove proposte, per modificare la legge Fornero e tecnici del Tesoro contrari, particolarmente attenti, come l'Ue, ai conti pubblici e allo loro sostenibilità, si profila un nuovo scontro interno al governo. Sembra che i piani di interventi proposti dal presidente dell’Inps Boeri non piacciano. O meglio, non piacciono le modalità in cui vengono presentati.

Dopo i primi interventi Inps già avviati e l’annuncio della busta arancione a maggio, le novità e ultime notizie riportano che Boeri punta ora al ricalcolo contributivo per tutti, con conseguenti tagli alle pensioni più elevati, necessari, secondo il presidente dell’Inps, per garantire una maggiore equità. La sua richiesta è, dunque, quella di un sacrificio a chi percepisce pensioni alte e può dare un contributo per contrastare la povertà, contributo che porterebbe all’assegno universale per quella fascia di persone fra i 55 e i 65 anni, che rischiano di ritrovarsi in difficoltà.

Altra proposta del presidente Boeri è quello di garantire maggiore flessibilità in uscita dal lavoro ma solo accettando di percepire pensioni più leggere. Diversi partiti non accettano però alcuni interventi, la Lega, per esempio, non è favorevole al ricalcolo contributivo, minoranza del Pd e Sel non appoggiano i piani di uscita flessibile con penalizzazioni, e in tanti invitano Boeri a riferire in Parlamento le novità piuttosto che continuare a ‘rimbalzare’ da una parte all’alta con annunci degli interventi futuri.

Ma la posizione delle forze politiche contro Boeri sembra diventare nulla nel momento in cui appare piuttosto chiaro che Boeri rappresenta una sorta di tramite del premier Renzi, e che attraverso la sua personalità e quella del commissario Gutgeld, il premier  mostri la sua intenzione di intervenire realmente sulle pensioni, nonostante il silenzio in merito. Il motivo reale di tale contrasto interno deriva, tuttavia, più che da valori etici, dal timore che Boeri possa davvero proseguire nel suo programma di intervento sulle pensioni, come fatto finora, rendendo quindi meno credibile le pozioni politiche, sottraendo consensi e quindi voti.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il