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Pensioni donne, vecchiaia, anzianità riforma Governo Renzi: novità senza sosta politici e esperti e tutti non ricordano un punto

Intervenire sulla riforma pensioni attuale con modifiche capaci di garantire comunque sostenibilità ai conti pubblici: le idee ci sono ma quali i problemi. Le ultime notizie




Il dibattito sulla questione pensioni si arricchisce ogni giorni di più di nuove proposte e interessanti ipotesi che puntano a modificare l’attuale riforma pensioni, nei limiti della sostenibilità, senza, cioè, andare ad intaccare i conti pubblici. E il ritornello della manca di risorse economiche necessarie per agire sulle pensioni è sempre più frequente. Da oltre un anno, per esempio, il governo Renzi spiega che non è stata definita una soluzione definitiva per il pensionamento dei quota 96 della scuola proprio a causa della mancanza di soldi, ma poi i soldi ci sono per investire in spese militari o per permettere nuove assunzioni per la scuola a partire dal prossimo mese di settembre.

E allora viene da chiedersi se il reale problema che blocca interventi pensionistici siano effettivamente soldi e quadratura dei conti pubblici? Certamente, come sostengono le ultime notizie, i conti pubblici sono ciò che catalizza l’attenzione dell’Ue, sempre molto attenta, e motivo per il qualche continua ad opporsi a interventi sulle pensioni. Ma il problema sembra essere proprio questo: ci si preoccupa così tanto di soldi e conti che si perde di vista il fatto che a pagare le conseguenze di errori e ritardi sono le persone, con conseguenti ripercussioni su occupazioni, consumi ed economia in generale.

Secondo molti esperti, a prescindere dalle penalizzazioni che oggi stanno pagando i lavoratori coinvolti dalle norme pensionistiche della Fornero, i giovani di oggi rischiano di diventare i poveri di domani e si tratta di prospettive non certo rosee, soprattutto alla luce del fatto che il governo, se volesse davvero, potrebbe intervenire permettendo maggiore flessibilità in uscita con piani di tagli già definiti o con uno di quei sistemi che a fronte di uscite anticipata richiedono comunque penalizzazioni a carico del lavoratore.

Questo permetterebbe ai lavoratori più anziani di andare in pensione, di liberare nuovi posti di lavoro per i più giovani, dando vita a quel turn over lavoratori generazionale che darebbe nuova spinta anche al rilancio dell’economia. E potrebbe essere questo il primo reale punto di ripartenza.

Andare oggi in pensione sempre più tardi per effetto delle norme Fornero, significa consentire poche opportunità di lavoro ai nuovi giovani, dando loro meno risorse da poter spendere in consumi che riprendendo a salire potrebbero dare, di conseguenza, nuova spinta all’economia in generale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il