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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Renzi e i suoi collaboratori hanno idee precise. Per chi, quando e come interventi

Interventi del governo Renzi sulla riforma pensioni: piani condivisi tra Boeri, Gutgeld e il premier. Quali le misure al vaglio e cosa aspettarsi




La legge Fornerno sulle pensioni continua a creare caos, problemi e discussioni e, dopo un anno di dibattiti e proposte ma ancora nulla di fatto concretamente, il governo sembra sempre interessato a mettere a punto un riforma pensioni Renzi capace di rendere più flessibile, sostenibile ed equo l’attuale sistema previdenziale. La situazione potrebbe essere chiara e semplice, considerando i piani di intervento ben definiti al vaglio da ormai troppo tempo, eppure le novità e ultime notizie confermano ancora il persistere di una situazione confusa e di continua attesa. Prima l’attesa era per il recupero delle risorse economiche necessarie per intervenire con modifiche sulla legge Fornero, poi lo è stato per la scorsa Legge di Stabilità, che però non ha previsto alcun intervento tra quelli auspicati sulle pensioni, ora lo è per le prossime elezioni di maggio.

Sarà il mese prossimo infatti, dopo l’esito delle votazioni, che si potrà capire come e se il governo ha effettivamente intenzione di agire sulle pensioni. Le elezioni metteranno non solo in luce il grado di consenso e fiducia che gli italiani nutrono ancora nei confronti di questo governo ma anche la possibilità di una spinta al rinnovamento, ed eventualmente, in caso di esiti negativi per il governo stesso, di spinta a interventi che potrebbero tornare infondere fiducia ai cittadini. Proprio a partire dalle pensioni. Si tratta infatti di un aspetto, come quello del Lavoro, che interessa da vicino e in maniera pratica tutti, giovani, lavoratori, pensionandi e pensionati, per cui una ripresa reale dei lavori potrebbe rivelarsi cruciale.

E questo è l’ennesimo segnale delle intenzioni del premier Renzi, lui che mai finora si è espresso in maniera esplicita sulle pensioni ma che, attraverso le nomine e i piani di lavoro del presidente dell’Inps Boeri, del commissario per la spending review Gutgeld (già suo consigliere economico), e del sottosegretario alla Presidente del Consiglio De Vincenti, che ha sostituito Delrio, rende ben chiare le sue idee. Con loro condivide piani di tagli a pensioni di guerra, reversibilità, invalidità, baby pensioni, ricche pensioni integrative, piani di maggiore flessibilità in uscita ma solo a fronte di penalizzazioni sulle pensioni finali, e l’assegno universale e il ricalcolo contributivo.

In alcuno casi si tratta di piani di interventi negativi che però servono per recuperare nuove risorse per ulteriori interventi pensionistici e quindi per garantire una migliore e più equa redistribuzione dei soldi. Probabilmente si partirà proprio da qui, e lo si può capire semplicemente leggendo le ultime notizie di questi giorni, notizie che riguardano soprattutto le proposte e le idee sia di Boeri che di Gutgeld principalmente orientate a spiegare la necessità di ricalcolo contributivo e penalizzazioni per le uscite anticipate.

Resta il fatto che, nonostante le tante proposte e le tante discussioni, alla fine, come già accaduto per la riforma del Lavoro e per il cammino dell’Italicum, sarà sempre Renzi, da solo, a decidere e non il Parlamento, soprattutto alla luce delle nuove vicende interne, con la minoranza Pd che dopo aver minacciato il governo, a causa di divergenze sulla riforma elettorale, è stata relegata ai margini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il