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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100 in due differenti leggi. Calcolo età, requisiti, contributi cosa cambia

Piano di uscita anticipata a quota 100 tra i più appoggiati da forze politiche e sociali ma governo e Inps verso altre soluzioni di modifica della riforma pensioni. Le novità




La proposta di Cesare Damiano di ritorno alle quota, dando la possibilità ai lavoratori di scegliere l’età di uscita dal lavoro, grazie al piano di uscita con quota 100, sembra sia una delle ipotesi più apprezzate, non solo da alcune forze politiche, come la Lega, e dal sottosegretario Baretta, ma anche dai sindacati che appoggiano particolarmente questo sistema di modifica della riforma pensioni perché lascerebbe al lavoratore la scelta di quando andare in pensione.

Il sistema di uscita con quota 100 è risultato infatti della somma di età anagrafica e contributiva che permette di lasciare il lavoro, per esempio, a 60 anni di età e 40 di contributi., 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via. Questo quanto avanzato dalla proposta del presidente della Commissione Lavoro, ma la scorsa settimana anche l’onorevole Prataviera ha definito un suo piano di uscita anticipata che rifà alla quota 100 ma che, a differenza dei calcoli elaborati da Damiano, prevede il raggiungimento di un minimo di 35 anni di contributi versati.

In particolare, la proposta di legge Prataviera chiede il raggiungimento di un'anzianità contributiva di almeno 35 anni o di un'anzianità anagrafica di almeno 58 anni, con la possibilità, in via transitoria, di un periodo di tre anni di sospensione dell'adeguamento dei requisiti anagrafici e contributivi agli incrementi della speranza di vita. Con questa proposta si potrebbe, dunque, scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

Nonostante piaccia come idea, dalle novità e ultime notizie di questi giorni, è chiaro, invece, come   governo e Inps sembrano preferire al momento altre opzioni, come l’assegno universale limitato, l’uscita anticipata con prestito pensionistico, con staffetta e altre forme, per esempio, di una diversa gestione dei contributi, dalla totalizzazione dei versamenti contributivi effettuati durante la propria vita lavorato riva anche in diverse gestioni alla possibilità di riscatto, più conveniente, degli anni di laurea ai fini contributivi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il