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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: motivi di mera convenienza non nobili alla base scontro tra partiti e Boeri

Scontro tra partiti politici e Mef su interventi riforma pensioni ma anche internamente al governo: i motivi delle opposizioni ai piani di Boeri




E’ scontro ormai da tanto tempo tra Mef e partiti politici sulla riforma pensioni e la necessità di modifiche alla legge Fornero. Mentre infatti si susseguono sempre nuove proposte di intervento, ministro dell’Economia Padoan e tecnici del Tesoro da sempre bloccano qualsiasi possibilità di cambiamento, sostenendo, come ripetutamente accaduto e confermato dalle ultime notizie, che la legge Fornero è al momento l’unica capace di garantire sostenibilità economica all’Italia, che deve rimanere esattamente così com’è anche perché in grado di assicurare fino al 2021 ben 80 miliardi di euro di risparmi.

Una cifra decisamente considerevole per poterci rinunciare. Ma lo scontro ultimamente si è spostato anche internamente al governo stesso. Tutti i partiti, chi in un modo, chi in altro, sono contro gli annunci ultimamente arrivati dal presidente dell’Inps Boeri. La Lega non è favorevole al ricalcolo contributivo delle pensioni, la minoranza del Pd e Sel non sono favorevoli alle uscita flessibili con relative penalizzazioni, ed è chiaro come lo stesso Pd sia diviso. Ma sembra, di nuovo, una ‘battaglia’ persa: è chiaro ormai da tempo che i piani di Boeri sono i piani del premier Renzi. Lui tace in maniera diretta ed esplicita sulle pensioni ma vi lavora attraverso Boeri e il suo consigliere economico Gutgeld, anche nuovo commissario per la spending review di cui sostiene gli interventi annunciati.

Il motivo, però, per cui Boeri è stato invitato a riferire in Parlamento delle diverse novità piuttosto che presentarsi ovunque ad annunciare le prossime intenzioni di cambiamento delle pensioni non sembrano essere l’importanza e il peso dei valori etici e morali, quanto l’essere in disaccordo di tutti sui piani proposti e perché lui sembra effettivamente essere l’unico ad aver finora intrapreso un reale cambiamento pensionistico, a partire dall’approvazione delle prime novità Inps, motivo per il quale potrebbe spingersi oltre fino all’approvazione di ogni altro annuncio presentato.

Altra prova del nove è prevista per il prossimo mese di maggio, mese in cui ha annunciato il debutto (finalmente) della busta arancione. E se anche questa novità venisse applicata significherebbe che è libero di poter tranquillamente continuare sul suo cammino di rinnovamento. Questo, però, sarebbe negativo per il ruolo dei partiti politici che potrebbero perdere la loro scena e, di conseguenza, eventuali voti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il