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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Italia invia 8 miliardi a Ue utili per pensioni a favore nuovo piano investimenti

Nuovo Fondo europeo per investimenti strategici e partecipazione dell’Italia: le risorse sarebbero importanti per intervenire sulla riforma pensioni. Le ultime notizie




Inizieranno giovedì prossimo le trattative per la definizione del nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici. Il presidente della commissione Affari economici Gualtieri ha precisato che si è a lavoro per far sì che l'Efsi sia pronto già nel mese di luglio e si parla di un piano che potrebbe mobilitare diversi investimenti. L’Italia per l’Esfi metterà in campo ben 8 miliardi dei 21 del capitale iniziale. Si tratta di risorse economiche che il governo italiano, volendo, avrebbe potuto stanziare per intervenire sulla riforma pensioni, soldi che non servono, visto che è possibile dare vita a tagli e sistemi di uscita anticipata con penalizzazioni che non richiederebbero risorse aggiuntive, ma che sarebbero stati comodi per convincere l’Ue che le modifiche alle pensioni sarebbero state possibile.

L’Ue, infatti, guarda con attenzione ai conti pubblici e alla loro tenuta e soldi in più per i diversi interventi dimostrerebbero che l’Italia può agire con quelle coperture necessarie a permettere il turn over generazionale a lavoro tra giovani e vecchi, sistema che potrebbe portare ad un rilancio dell'occupazione e dell'economia in generale. Si tratta di un obiettivo che ora si potrebbe perseguire anche con l’approvazione degli investimenti del piano Juncker ma è ancora tutto da definire.

Gli 8 miliardi stanziati dall'Italia potrebbero, in realtà, come confermano le ultime notize, permettere l'approvazione di quel piano di flessibilità pensionistica di uscita anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell'8%. Possibile anche l'uscita per tutti con 41 anni di contributi.

Per mettere, invece, in atto l'uscita anticipata con quota 100 potrebbe servire da 2,5 a 11,4 miliardi, mentre 'solo' 900 milioni massimo sarebbero richiesti per permettere a tutti l'uscita anticipata con prestito pensionistico. Soldi che verrebbero comunque recuperati dopo dallo Stato, visto che si tratta di un meccanismo che anticipa le risorse per il prepensionamento del lavoratore che, una volta maturata la pensione finale con i normali requisiti, dovrebbe restituire, attraverso piccole trattenute mensili, l'anticipo ricevuto per l'uscita prima dal lavoro.

Due miliardi, invece, la cifra prevista per permettere una maggiore flessibilità in uscita con staffetta generazionale e conseguente ricambio generazionale a lavoro. E’ chiaro, dunque, come i margini di intervento ci sarebbero ma occorre capire fino a che punto realmente il governo voglia spingersi per agire con modifiche sulla legge Fornero.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il