BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità per chi, come e quando si delineano tra Renzi e suoi collaboratori

Come potrebbe intervenire realmente il governo sulla riforma pensioni e quali le modifiche davvero realizzabili: i piani della squadra di Renzi




La situazione pensionistica ed eventuali interventi per modificare l’attuale riforma pensioni sembrano diventati pomo della discordia in seno al governo che, nonostante obiettivi comuni, appare piuttosto frantumato e lo scontro ora è tra forze politiche e presidente dell’Inps Boeri. Diverse le novità al vaglio ma come confermano le ultime notizie ancora nulla di concreto è stato fatto ed è probabile che anche sulle pensioni, come accaduto per la riforma del Lavoro, il premier Renzi vada avanti da solo. Si potrebbe pensare che il suo interesse per la questione pensionistica, visto il suo silenzio esplicito, non è particolarmente profondo ma così non è.

Pur non avendo mantenuto le sue iniziali promesse, come l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati, con le nomine di Boeri prima presidente dell’Inps e Gutgeld dopo nuovo commissario per la spending review  e i loro programmi condivisi di modifica del sistema pensionistico, ben noti a Renzi, è chiaro invece come il premier voglia intervenire sulle pensioni. E punto di svolta potrebbe essere l’esito delle elezioni del prossimo maggio, che servirà per far capire di quanto consenso goda ancora il governo e cosa questo possa fare eventualmente per riconquistarlo, visto che i sondaggi attuali non sono poi così positivi.

E intervenire sulle pensioni potrebbe essere ottimo punto di partenza per riconquistare la fiducia dei cittadini anche se le prime modifiche sarebbero per lo più negative, orientati a tagli e revisioni di baby pensioni, pensioni di invalidità reversibilità e guerra, necessari per accumulare nuovi risparmi per ulteriori interventi, magari di uscita anticipata.

Certo potrebbe essere il debutto a giugno, come annunciato da Boeri, e sostenuto da Gutgeld, dell’assegno universale, ma non per tutti. Sarebbe infatti destinato solo a determinate fasce di persone, sui 55-65 anni, che rischiano di ritrovarsi in gravi difficoltà. Poi, come annunciato dal ministro del Lavoro Poletti, si potrebbe parlare, condizioni economiche dell’Italia permettendo, di meccanismi flessibili nella prossima Legge di Stabilità.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



pubblicato il