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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità scontro per opportunismo partiti contro Mef e politica e Boeri

La difficoltà di riformare le pensioni in Italia non va cercata nelle sole ristrettezze economiche dello Stato. Le novità.




L'impressione è che ci sia sempre un buon motivo per opporsi alla riforma pensioni. Come raccontato dalla ultime notizie, chiunque proponga cambiamenti trova ostacoli lungo la sua strada. Economici innanzitutto, ma anche di preconcetto. Almeno questa è la situazione che sembra stia vivendo Tito Boeri, nuovo presidente dell'Inps, alle prese con la riorganizzazione della governance dell'istituto e con l'elaborazione di un pacchetto di ipotesi di revisione della legge Fornero nel segno della flessibilità. Rispetto a quest'ultima possibilità, è il Ministero dell'Economia a fare quadrato, considerando l'attuale impalcatura previdenziale sostanzialmente intoccabile per via dei risparmi di spesa che è in grado di garantire alle casse dello Stato.

Eppure qualcosa sta già cambiando. Dal prossimo mese di giugno tutti i pensionati, compresi quelli che percepiscono un doppio trattamento, dovrebbero vedersi pagare il proprio assegno il primo del mese. Almeno è quanto si augura Boeri, che ha ipotizzato un decreto legge in materia. L'economista ha ricordato che oggi - in base alla legge di stabilità - per chi ha la doppia pensione (in particolare Inps ed ex Inpdap) è previsto che l'erogazione sia il 10 di ogni mese: "Ma per queste famiglie 10 giorni di ritardo sono un problema seri", ha aggiunto. E ancora: "Stiamo lavorando a tappe forzate con le banche e le poste per anticipare il pagamento delle pensioni per tutti al primo del mese".

Attualmente il pagamento avviene il primo del mese per la gran parte dei pensionati provenienti dal settore privato. Boeri ha sottolineato che l'operazione significa per l'Inps avere maggiori spese in termini di interessi ma che è in corso una trattativa per una riduzione del costo unitario dei bonifici: "È un'operazione neutra per le banche e per lo Stato che va a vantaggio dei pensionati". Più cauto si è dimostrato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, secondo cui "è una proposta che è stata fatta ma non c'è ancora nessun atto". E ha aggiunto: "È un tema che ha bisogno di un intervento normativo, vedremo anche i veicoli che ci consentono di farlo".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il