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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità molti avrebbero requisiti ma nuovo errore trovato li blocca

Diverse le categorie di lavoratori che pur avendo maturato i loro requisiti pensionistici sono ancora bloccati a lavoro: chi sono e cosa è necessario fare. Le novità




Sono tanti, tantissimi i lavoratori che per effetto della legge Fornero,anche se quasi vicini alla loro età pensionabile, sono rimasti bloccati a lavoro a causa dell’aumento per tutti dei requisiti necessari per andare in pensioni. stiamo parlando degli esodati, per esempio, come dei quota 96 della scuola, e di alcune categorie di lavoratori usuranti e precoci. Ma non solo: accanto a loro, come confermano le ultime novità, i lavoratori che hanno accumulato i cosiddetti contributi silenti, che hanno lavorato tutta la vita ma non sono riusciti a maturare i contributi necessari per andare in pensione di vecchiaia perché non riconosciuti del tutto dall’Inps.

Secondo le stime, sono migliaia i lavoratori con i contributi silenti, tanto che Sel ha presentato al governo una richiesta per quantificare con precisione di quante persone si tratti, perché è paradossale che chi ha regolarmente versato i contributi alla fine non se li veda riconosciuti per andare finalmente in pensione.. Bruno Palmieri esperto previdenziale del Patronato Inca, ha spiegato che sono in questa situazione soprattutto molte donne che hanno un'attività lavorativa frammentata.

Lavoratori con contributi silenti insieme a, per esempio, i quota 96 della scuola rappresentano quelle categorie di persone che, paradossalmente, pur avendo maturato i requisiti pensionistici loro richiesti, sono ancora costretti a lavorare e, parte la necessità di una soluzione che ponga fine a questa ingiustizia, si tratta di casi che meritano di essere risolti anche per una questione di equità sociale.

Del resto, mentre si discute di modifiche e piani di uscita anticipata per tutti, magari nella prossima Legge di Stabilità come anticipato dal ministro del Lavoro, sarebbe più urgente occuparsi di queste categorie di persone e pensare a recuperare le risorse economiche necessarie prima per chiudere queste partite, insieme al caso esodati, per poi procedere ad ulteriori interventi pensionistici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il